C'era na vota 'n re

C'era na vota 'n re

Di bambine e donne 'Selvagge'

La copertina dell'albo illustrato "Selvaggia" della portentosa Emily Hughes, edito da Settenove edizioni è molto più di un illustrazione: è uno specchio, uno di quelli da cui ogni tanto fuggiamo perché puntuali ci farebbe domande a cui non vorremmo rispondere. Questa sei tu, ti riconosci?

Due occhi neri, grandi, forse perché per catturare tutta la vita che li attraversa non potrebbero essere altrimenti, capelli di foglie e fiori ad incorniciare il viso e un sorriso accennato, consapevole della propria natura.

La copertina dell'albo illustrato "Selvaggia" della portentosa Emily Hughes, edito da Settenove edizioni è molto più di un illustrazione: è uno specchio, uno di quelli da cui ogni tanto fuggiamo perché puntuali ci farebbe domande a cui non vorremmo rispondere. Questa sei tu, ti riconosci?

"Siamo pervase dalla nostalgia per l'antica natura selvaggia. Pochi sono gli antidoti autorizzati a questo struggimento. Ci hanno insegnato a vergognarci di un simile desiderio. Ci siamo lasciate crescere i capelli e li abbiamo usati per nascondere i sentimenti. Ma l'ombra della Donna Selvaggia ancora si appiatta dietro di noi, nei nostri giorni, nelle nostre notti. Ovunque e sempre, l'ombra che ci trotterella dietro va indubbiamente a quattro zampe." Scriveva così Clarissa Pinkola Estés che di Donne Selvagge se ne intendeva e la piccola protagonista dai capelli verdi del mio amatissimo albo illustrato è senza dubbio una sua discendente. La storia è quella di una bambina abbandonata in una foresta dove invero è accolta con grande tenerezza da tutti i suoi abitanti, ognuno portatore di competenze da insegnare e amore ferino da corrispondere, un idillio perfetto in cui nulla pare essere fuori posto, dove la felicità è 'sentita'prima ancora di essere capita; ma un giorno altri 'animali'irrompono nella foresta, sottraendola a quel mondo di fronde e ululati per riportarla alla 'pulizia' della civiltà...Studiosi attenti e appassionati analizzano e misurano la piccola Selvaggia, ma si rivelano incapaci di misurare la sua infelicità, la sua incapacità ad adattarsi ad un mondo che non le appartiene più o forse a cui mai è appartenuta...Selvaggia decide così di ribellarsi per ricongiungersi finalmente alla sua famiglia 'bestiale' perché "non si può domare una creatura così felicemente selvaggia...".

Poche pagine, illustrazioni frondose, una natura lussureggiante che pare valicare la pagina e un testo che sa anche quando farsi da parte perché quella natura selvaggia conosce solo istinti e silenzi rumorosi. E poi tanta verità. È di questa verità che leggo ogni sera a mia figlia, perché coltivi la sua natura selvaggia, perché se io e suo papà, insieme all'aiuto della società, saremo capaci di ascoltare ciò che lei davvero è e lasciare che, senza vergogna, senza pudore, senza dolore, possa venir fuori, allora potremo sorridere, come Selvaggia, certi che la sua strada sarà il mondo, certi che su quella strada camminerà con i propri passi.

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C'era na vota 'n re

Mi ricordo che la nonna Maria aveva capelli bianchissimi, occhi parlanti e una danza di parole sulle labbra...l'amore per le storie nasce dalla relazione, dall'incontro tra adulto e bambino e allora raccontate, leggete ai vostri bambini! Questo spazio è per voi, leggerete di letteratura per l'infanzia, lettura ad alta voce, promozione del libro, illustrazione, a metà strada tra riflessioni e suggerimenti



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