Yoga, non solo Ooom

Yoga, non solo Ooom

Tu puoi diventare tutto quello che ti pare

Mi sono ricordata in pochi minuti quanto lo yoga possa aiutarci in poche semplici mosse a rafforzare la nostra autostima e inseguire i nostri sogni. Qualsiasi sogno

Anche nel caos del trasloco, nella difficoltà estrema di gestire operai in giro per casa, danni vari e stress da cambiamento, gli insegnamenti yogici mi hanno tirato per la giacchetta e ricordato quanto importante sia sostenere gli altri. Condividere. Diffondere fiducia, tenere per mano chi ne ha la necessità per non fargli dimenticare che siamo tutti così perfetti, colmi di grazia e talento, da non poter dubitare del nostro infinito potenziale.

Tra il montaggio della cucina, con varie vicissitudini e mille mila maestranze in giro per il nostro nuovo appartamento, è comparso Nino, 20 anni, figlio dell'idraulico che stava per ultimare i lavori. Occhi profondi, intelligentissimi, ma bassi e spenti, sguardo triste, tanta timidezza e una valanga di paure che mi hanno investito. E lasciato un paio di minuti al tappeto. Nonostante il caos, questo cucciolo d'uomo che aiutava il suo papà al massimo, ma sarebbe forse voluto scappare altrove, mi ha lasciato dentro un misto di tenerezza e angoscia che non potevo ignorare. E allora pian pian l'ho avvicinato e cercato di capire come mai fosse in casa nostra, tra viti e rubinetti e che cosa ci fosse davvero in fondo a quello sguardo.

Non mi sbagliavo, c'era e c'è in quegli occhi castani un'intelligenza prodigiosa e una profondità d'animo che se non ben calibrata può diventare una zavorra. In pochi minuti, provando a non farlo sentire a disagio, ho cercato di comprendere quale fosse il problema che lo aveva portato a casa nostra, certamente spinto da una mamma e da un papà che non avrebbe voluto vederlo rinchiuso in camera davanti a smartphone e televisione. Abbiamo riso e io ho capito che il nodo vero stava nella profonda paura di non essere abbastanza. Di non valere quanto il mondo fuori richiede. Quanto richiedono gli amici, l'università, la famiglia. Quanto pretende il nostro ego. Riusciamo ad essere i giudici peggiori di noi stessi. E pure i migliori amici. Come ha insegnato per anni Yogi Bhajan, se ricordiamo alla mente che è nostra serva e non nostra padrona, possiamo superare qualsiasi limite. Ci sono tante meditazioni e kriya utili per evitare i pensieri autolimitanti.

Mi sono ricordata in pochi minuti quanto lo yoga possa aiutarci in poche semplici mosse a rafforzare la nostra autostima e inseguire i nostri sogni. Qualsiasi sogno. E allora ho ricordato a Nino che i Marta sui Tubi cantano una canzone fantastica che si intitola “Tu puoi diventare tutto quello che ti pare”. Eh sì quella canzone è rockettara e yogica insieme. Ballarla ci radica e ci ricorda, quasi come un mantra, che NOI SIAMO, e che siamo infiniti. A dispetto di tutti i tentativi autosabotanti che quotidianamente la nostra mente ci propina.

E allora yoga!!! Perché soltanto meditando, con costanza, impegno, disciplina, soltanto praticando con tenacia, possiamo sgombrare la mente da tutta la spazzatura che la sporca e la intasa, per entrare in contatto con noi stessi, con quella dimensione divina che niente e nessuno può toglierci. Ho visto desideri immensi diventare realtà, diventare la mia vita e colorarmi le giornate, proprio grazie alla fiducia, alla forza e al coraggio che il Kundalini Yoga mi ha dato. E grazie al supporto dei miei insegnanti, che hanno sostenuto le mie inclinazioni, sempre. Io e Nino non abbiamo avuto lo spazio e il tempo di sederci a meditare in mezzo al soggiorno, tra cassette degli attrezzi e cartoni d'imballaggio. Però ci siamo saluti con un sorriso, con spalle più rilassate e uno sguardo dritto dritto che diceva un po' di cose, anche senza parole.

E io mi sono ricordata che non esiste cosa più bella che io possa fare che condividere con gli altri ciò che lo yoga mi ha regalato e poi, mi è tornato in mente il passo di uno dei libri che ho amato di più, “Raccontami la notte in cui sono nato” scritto da uno dei miei insegnanti di giornalismo, Paolo di Paolo. E allora vi lascio con queste parole, per me molto molto yogiche, in fondo l'ho letto prima di diventare una yogini, ma è come se avesse cominciato a tracciare la mia strada:

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"E chiunque sarai, nella tua vita che comincia, un impiegato delle poste, uno zingaro, un principe caduto in miseria, un ballerino, un cuoco, un prete, uno scrittore, sarai tu. Non rinunciare a niente di te, non buttare via niente, non svenderti. Condividi. Nella forma di un sorriso, quando sarai dietro allo sportello dell'ufficio postale, nella forma di una canzone che poi resta nell'aria, nella forma di un augurio, o di un inchino, di una piroetta, se saprai ballare, nella forma di un dolce al cioccolato e di qualunque gesto che non faccia male, nella forma che ha un racconto, nella forma che ha una storia sempre, qualunque storia, che sia fatta di voce o d'inchiostro. Anche una storia come questa: sì, poteva essere diversa, per te può essere diversa, ma tanto questa storia non è finita, questa storia ricomincia sempre”.

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