Librino, operazione interforze: scoperti sala scommesse e lavaggio abusivi

Accertate inoltre diverse violazioni del codice della strada: emanate sanzioni per quasi 13 mila euro

Vasta operazione di controllo del territorio nei quartieri periferici di Catania. Stavolta è toccato a Librino e San Giorgio. Con un servizio interforze, disposto dal questore di Catania, la polizia, i carabinieri, la guardia di finanza e la polizia municipale hanno passato al settacio intere zone. In particolare, sono stati istituiti posti di controllo in viale Nitta e viale B.Pecorino. Sono state controllate 40 persone, 116 i veicoli e 28 le contravvenzioni di cui,  5 per  mancata copertura assicurativa per la responsabilità civile e 6 per mancato utilizzo del casco; 2 per mancato rispetto dell’alt intimato dalla polizia; altri 8 per mancata revisione; 1 per mancata esibizione di documenti; 3 per mancato utilizzo di cintura di sicurezza e, infine, altre 2 per uso di cellulare alla guida.

Sono stati effettuati anche tre sequestri amministrativi di veicoli per la mancanza dell’assicurazione obbligatoria, tre fermi amministrativi per guida senza casco, inoltre, si è proceduto alla contestazione di infrazioni per un valore pari a 12.951 euro. Si è proceduto, infine, al controllo della regolarità amministrativa di alcuni esercizi commerciali. In particolare, un autolavaggio, nel quartiere Librino, è stato trovato sprovvisto di qualsiasi autorizzazione amministrativa, ed è stato sequestrato ed è stata emanata una sanzione di 9132 euro. Il titolare è stato denunciato all’autorità giudiziaria per i reati di furto aggravato di energia elettrica e di scarico abusivo di acque reflue.

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E’ stato denunciato all’autorità giudiziaria e sanzionato amministrativamente anche il titolare di un bar che aveva creato una sala pubblica da gioco senza possedere la licenza  e omettendo l’esposizione della tabella dei giochi proibiti. Sono passate anche al setaccio le abitazioni di noti pregiudicati a Vaccarizzo, alla ricerca di droga e armi, e di arrestati ai domiciliari ma senza trovare riscontri di reato.

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