L'Agcom a Scienze Politiche: "Fondamentale per tutela dei cittadini"

I commissari dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è arrivata a Catania per spiegare agli studenti di Scienze Politiche le sue funzioni e per parlare di cambiamenti nello scenario mediatico

Pochi ne sono al corrente ma, in Italia, esiste uno strumento di tutela dei cittadini nei confronti dei mezzi di comunicazione, l'Agcom. L'autorità, che ha sedi territoriali in ogni regione - i Comitati Regionali per le Comunicazioni - è un organismo indipendente, formato da studiosi di altissimo livello, che vigila sul rispetto della normativa in materia di media, dispone di alcuni poteri sanzionatori in caso di violazioni e si unisce al legislatore ordinario, avendo la possibilità di proporre cambiamenti legislativi nella disciplina che gli compete. Da poco, inoltre, l'autorità si occupa anche di tutela in materia postale e collabora direttamente con i dirigenti della polizia postale per garantire la sicurezza degli utenti sul web. 

Come hanno spiegato ieri mattina i commissari nazionali Mario Morcellini e Francesco Posteraro, la coordinatrice nazionale dei CoReCom Ivana Nasti e la presidentessa regionale Maria Annunziata Astone - ospiti del Dipartimento di Scienze Politiche - a Catania esiste una sede distaccata del CoReCom, all'interno di palazzo Minoriti, che si occupa di implementare le funzioni dell'autorità a livello locale.  All'incontro, che si è svolto all'interno della splendida Aula Magna di palazzo Pedagaggi, hanno partecipato anche il direttore del Dipartimento, Giuseppe Vecchio e i docenti Salvatore Aleo, Guido Nicolosi, Felice Giuffrè, Delia La Rocca, Carlo Pennisi e Fabrizio Sciacca. 

Il professor Giuseppe Vecchio, da ordinario di Diritto privato, ha introdotto alla platea le funzioni dell'Autorità, spiegando l'importante ruolo degli organismi indipendenti nella "produzione di regolazione", in questo caso in materia di Comunicazione. "Dopo duecento anni dall'affermazione dello Stato di Diritto siamo chiamati a prendere atto del suo superamento - ha spiegato Vecchio - Di contro, assistiamo all'affermarsi di un intenso rapporto tra società e diritto, dimostrato dalla capacità normativa di organismi come le autorità indipendenti. Il processo normativo - ha chiarito inoltre - cambia il suo paradigma sostanziale, e si riaffarme nella sua capacità di regolazione sociale". "In questo caso - aggiunge - ponendo gli strumenti tecnici per l'attuazione della Giustizia nei settori della comunicazione e in quelli postali". 

L'avvocato Francesco Posteraro, commissario nazionale, ha spiegato nel dettaglio le funzioni dell'Agcom, ripercorrendo la sua genesi storica. "Le autorità indipendenti - ha illustrato - sono proliferate negli anni Novanta, in parallelo con le indicazioni del Diritto europeo che prevede l'obbligo di istituire autorità garanti, passando quindi da un modello di Stato imprenditore ad uno invece di Stato regolatore". "A contraddistinguere questi organismi - ha detto inoltre - è la totale estraneità dei suoi membri dal circuito rappresentativo, e quindi la sua indipendenza dalla politica. Le elevate competenze tecniche dei componenti consentono quindi le funzioni dii vigilanza, sanzionatorie e quelle legislative". L'Agcom, in particolare, "è titolare di tutta gamma di competenze che vanno dall'audiovisivo ad Internet, ed oggi al controllo postale, avendo come obiettivo la tutela degli utenti, il pluralismo, e la tutela dei minori". "L'articolazione sul territorio, peculiarità di Agcom - ha concluso il commissario - nel generale fallimento dell esperienze federaliste, rappresenta un vero e proprio successo".  

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Il professore Mario Morcellini, tra i padri fondatori della Sociologia della Comunicazione in Italia, ha spiegato inoltre l'importanza dell'autorità in un momento come questo in cui, soprattutto sul web, proliferano fake news e discorsi di odio nei confronti delle minoranze. "Ogni giorno - ha spiegato Morcellini - assistiamo ad un tiro alla fune tra Diritto alla libertà di comunicare, che troppo spesso si pensa che sia totalmente assoluto e, quindi, sciolto da tutti gli altri, e l'esistenza ad avere un'informazione adeguata e corretta". "In tempi di crisi - ha aggiunto - in un momento di rivoluzione permanente della comunicazione, dobbiamo esser capaci di non accettare supinamente l'onnipotenza delle informazioni". "Dobbiamo cioè - ha chiarito - comprendere il cambiamento, tenendo ben presente il processo di 'disintermediazione', di crisi di legittimità dei media tradizionali". "Il complottismo, le fake news e il cosiddetto hate speech - ha concluso - sono un dramma per la democrazia".  

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Proprio in merito alla diffusione, sempre più incontrollata, di notizie distorte il professor Guido Nicolosi, associato di Sociologia della Comunicazione a Catania, ha illustrato alla platea l'attività del laboratorio sul "Counter-speech" da lui diretto. Insieme ai ragazzi di Scienze Politiche, Nicolosi sta infatti partecipando ad una gara internazionale, indetta proprio da Facebook, per la creazione di una campagna di comunicazione che riesca a smontare i discorsi di odio - in particolar modo gli stereotipi sulle popolazioni migranti - e metta in rilievo le buone pratiche di integrazione.  "Il laboratorio - ha spiegato il docente - è un'occasione unica per poter da un lato studiare i meccanismi e le distorsioni del sistema mediatico, dall'altro mettere in pratica gli strumenti che la comunicazione digitale oggi offre per sovvertire queste logiche, creando una campagna virale ma dal messaggio positivo". 

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