Aggressione in casa del commissario, arrestato il secondo rapinatore

Fondamentali le indagini che gli uomini della polizia hanno fatto su Facebook. Grazie alle foto postate dal primo uomo arrestato gli investigatori sono riusciti a risalire al secondo

Si pone la parole 'fine' sulla caccia all'uomo inziata dalla polizia di Stato dopo l'intrusione in casa del commissario Nuccio Garofalo, ferito al volto e agli arti superiori da due rapinatori il 30 agosto scorso. Su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catani, gli agenti della squadra mobile di Catania hanno dato esecuzione a decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di Bakary Samateh, (cittadino gambiano, classe 2000), gravemente indiziato, in concorso con Mohamed Gibren, di rapina aggravata e lesioni personali.

Il provvedimento restrittivo è l'esito delle indagini, anche di natura tecnica, coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania e condotte dalla squadra mobile a seguito della rapina commessa in casa del funzionario di polizia. Nella circostanza, uno di essi, Mohamed Gibren, cittadino ghanese è stato arrestato per rapina aggravata e lesioni personali mentre il complice era riuscito a darsi alla fuga. Dopo un meticoloso sopralluogo, eseguito dal personale della Scientifica all’interno ed all’esterno dell’abitazione del commissario erano stati trovati degni indizi: in particolare, in corrispondenza del balcone dell’abitazione gli investigatori hanno trovato un paio di ciabatte abbandonate dal fuggitivo, su cui la procura della Repubblica disponeva accertamenti tecnici irripetibili.

Gli uomini della mobile, intanto, hanno effettuato un’attenta ricognizione della zona del delitto e di quelle frequentate dai due rapinatori, con una particolare attenzione all’area di piazza Giovanni XXIII. Al fine di identificare il complice, sono stati acquisiti ed analizzati i nominativi dei soggetti ospiti della comunità dove era stato collocato Mohamed Gibren dopo il suo arrivo nella città di Catania. E' stata fatta anche una certosina attività di ricerca sul social network Facebook dell’arrestato nel corso della quale venivano individuati tre distinti profili.

Dal controllo di uno di essi emergeva una foto che ritraeva Mohamed Gibren, postata nella tarda serata del 29 agosto - poche ore prima del delitto  - insieme ad un soggetto di colore di giovane età con acconciatura “rasta” indossante una canotta a righe bianche e blu e motivi rossi e gialli che risultava assolutamente compatibile con il giovane datosi alla fuga e ripreso dalle immagini di un sistema di video-sorveglianza installato nelle vicinanze dell’abitazione del Commissario.

Analizzando i profili degli amici di Gibren si giungeva all’individuazione di un profilo denominato “Bakary Samateh” che ritraeva lo stesso soggetto con l’acconciatura “rasta” ritratto nell’immagine del profilo “Mohammed Gibren” in compagnia di quest’ultimo. Ed ancora una fotografia postata nel profilo di Samateh ritraeva questo con uno zaino monospalla coincidente per fattezze con quello indossato dal rapinatore datosi alla fuga.

Il confronto con gli elenchi già acquisiti faceva avere il match sperato: Samateh Bakary era stato ospite nella medesima comunità dove era stato collocato anche Gibren. Le investigazioni permettevano di appurare che il giovane si era allontanato da Catania essendo stato immortalato in un filmato acquisito presso la locale stazione ferroviaria.

Dalla disamina del tabulato telefonico dell’utenza di Bakary Samateh emergeva che in la sera del 29 e 30 agosto 2018 la predetta utenza telefonica agganciava un ponte radio del centro cittadino, nelle immediate vicinanze dell’abitazione del Commissario di Polizia. Dalla notte del 30 agosto, detta utenza telefonica non generava più traffico telefonico. Gli univoci e concordanti indizi di reità a carico del citato Bakary Samateh - resosi irreperibile - venivano ulteriormente corroborati dal riconoscimento effettuato da Mohamed GIbren in sede di interrogatorio innanzi al pubblico ministero ed alla procura generale.

 La Procura della Repubblica, sulla scorta del compendio indiziario acquisito, emetteva decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di Samateh in quanto gravemente indiziato, in concorso con Gibren Mohamed, di rapina aggravata e lesioni personali. Nella tarda serata del decorso 8 settembre, a seguito di mirato servizio nei pressi della locale stazione ferroviaria, Samateh Bakary veniva notato mentre scendeva da un’autovettura.

Alla vista degli agenti, il predetto straniero, il quale si era tagliato i capelli acconciati con dreadlocks, al fine di non essere riconosciuto, tentava di darsi alla fuga opponendo resistenza alla polizia, ma veniva prontamente bloccato e condotto presso gli uffici della squadra mobile ove veniva notificato il decreto di fermo. Espletate le formalità di rito, Samateh Bakary è stato associato presso il carcere di piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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