Amt, mezzi fermi per 8 ore e sindacati in allarme: "Servono certezze"

Con lo sciopero i 600 lavoratori della partecipata chiedono segnali per il futuro, un piano industriale e il contratto di servizio

Uno sciopero di otto ore previsto per domani, 10 maggio, da parte dei dipendenti dell'Amt e indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Faisa Cisal. Sul tavolo c'è il timore che il "ciclone" dissesto rischi di travolgere, in primo luogo, le partecipate del Comune di Catania che è il socio unico dell'azienda di trasporto.

Salvo Bonaventura, della Uil Trasporti, fa il punto sulle motivazioni che hanno portato allo sciopero e crede che la percentuale di adesioni sarà molto alta, con conseguenti disagi per i cittadini che vorranno prendere i mezzi dalle 10 alle 18.

"La nostra richiesta - spiega il sindacalista - è che si riprenda una contrattazione sindacale unitaria. Il nostro interlocutore è duplice: da una parte l'Amt, con presidente e cda, dall'altra è il Comune. La forte sofferenza di cassa dell'ente ha portato alla mancata firma del contratto di servizio e adesso non sappiamo che tempi ci saranno e quali saranno le prospettive di questa azienda. Come sarà gestita e dove sarà condotta l'azienda nell'immediato futuro?".

Altro aspetto che evidenziano i sindacati è la richiesta di un approfondimento sul tema della riorganizzazione aziendale e sull'esposizione debitoria dell'azienda, di diversi milioni di euro, che potrebbe portare a rappresentare la partecipata come il classico gigante dai piedi d'argilla pronto a cadere.

"I debiti dell'Amt, la situazione di dissesto, la mancanza di un contratto di servizio - conclude Bonaventura - sono tutte condizioni che lasciano incertezze profonde e mancando anche un piano industriale, non sappiamo in che direzione vuole andare l'Amt".

Il presidente della partecipata Giacomo Bellavia ribatte che "la visione dell'azienda è chiara: migliorare il trasporto pubblico in città, ma riguardo il piano industriale e le prospettive il tutto dipende dal Comune".

"Se non abbiamo un contratto di servizio - spiega il vertice Amt - non possiamo sviluppare il piano industriale. Ma questa non è colpa del Comune di Catania che si trova in una situazione difficilissima e senza liquidità. Se il Comune non chiude il bilancio stabilmente riequilibrato non si potrà procedere al contratto di servizio e lo sforzo del sindaco, prima con i deputati a Catania, e poi a Roma per chiedere misure a sostegno è stato immane. Adesso siamo in attesa".

Per adesso vige una proroga sino al 30 giugno e Bellavia, però, capisce le ragioni delle sigle sindacali: "Comprendo le ragioni della protesta perché vi è incertezza, l'azienda ha una situazione debitoria importante ereditata dalle vecchie gestioni e vanta anche crediti per 24 milioni che rientrano nella massa passiva. Stiamo intraprendendo in Amt, con il cda, una politica di rigore e contenimento dei costi e ho chiesto a tutti dei sacrifici".

Intanto Bellavia ha annunciato il trasferimento della sede di via Sant'Euplio che costa circa 200mila euro l'anno. Uno dei tagli per ridurre i costi che, solo di personale, superano i 30 milioni di euro annui.

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