Anas, arrestati funzionari e imprenditori: lavori incompleti e mazzette

Per aumentare il margine di profitto, alcuni lavori stradali attenzionati dalla guardia di finanza, erano stati eseguiti a risparmio, grazie alla complicità di alcuni funzionari corrotti

I finanzieri del comando provinciale di Catania hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari emessa dal gip del tribunale di Catania nei confronti di 8 persone, di cuna una in carcere e 7 agli arresti domiciliari. Sono tutti indagati, in concorso, per corruzione perpetrata nell’esecuzione di lavori di rifacimento delle strade affidati all’Anas di Catania. Il gip ha disposto nei confronti di un dirigente Anas la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio per un anno.

Il provvedimento è il primo diretto sviluppo di un’ampia indagine, chiamata “Operazione Buche d’Oro”, condotta dal nucleo di polizia economico- finanziaria di Catania, con lo scopo di far luce sulle "mele marce" che avrebbero messo in atto un sistema di corruzione e mazzette facili. Sono coinvolti anche dirigenti e funzionari infedeli, responsabili della manutenzione programmata di strade e raccordi della Sicilia orientale.

Sono indagati anche alcuni imprenditori corruttori e compiacenti. Il provvedimento del Gip etneo fa seguito alla misura cautelare emessa il 20 settembre nei confronti di tre dipendenti dell’Anas, con la quale venne disposta la custodia in carcere per i geometri Riccardo Carmelo Contino e Giuseppe Panzica e gli arresti domiciliari per l’ingegnere Giuseppe Romano.

Tra i soggetti destinatari dell’ordinanza cautelare, figurano Contino, Panzica e Romano, che avevano stretto accordi di spartizione con alcune imprese, perfettamente consapevoli del profitto illecito derivante dall' esecuzione dei lavori di rifacimento di strade statali della Sicilia orientale. Il pagamento di altre tangenti trovava poi linfa vitale in consistenti risparmi sui costi consentiti alle imprese che permettevano di far ricavare tra le pieghe dei capitolati tecnici dei lavori loro affidati, ampi margini di “manovra”, individuando i lavori da non effettuare o da realizzare solo in parte. I pubblici ufficiali coinvolti così si piegavano ai loro poteri, venendo meno al loro compito di vigilanza e controllo.

Mazzette ai funzionari per chiudere un occhio

Il guadagno ricavato era pari a circa il 20 per cento dei lavori appaltati e veniva assegnato per un terzo ai dipendenti Anas corrotti e, per la parte restante, restava nelle casse dei corruttori. È stato tratto in arresto e condotto in carcere il geometra Gaetano Trovato, dipendente Anas, Capo Nucleo B del Centro di manutenzione A dell’Area Tecnica Compartimentale, competente per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle seguenti arterie stradali: statale 192 della Valle del Dittaino e Statale 284 (Occidentale etnea).

Sono scattati gli arresti domiciliari per Salvatore Truscelli, rappresentante legale della srl che porta il suo nome ed esercente - specificano gli investigatori - “altre attività di lavori specializzati di costruzione” con sede a Caltanissetta, con un volume d’affari annuo superiore ai 5 milioni di euro.

Arresti domiciliari anche per Pietro Matteo Iacuzzo, rappresentante legale della “Isap srl”, esercente l’attività di “strade, autostrade e piste aeroportuali” con sede a Termini Imerese , con un volume d’affari nel 2018 superiore a 17 milioni di euro. Stessa misura adottata per Roberto Priolo, rappresentante legale della “Priolo srl” che si occupa di “lavori edili e restauri” con sede a Ciminna, con un volume d’affari annuo di circa 1 milione di euro.

Domiciliari anche per Calogero Pullara, titolare dell’omonima ditta individuale, esercente l’attività di “lavori edili e stradali, lavori di terra con eventuali opere connesse in muratura e cemento armato di tipo corrente, demolizione e sterri, opere speciali in cemento armato, lavori di tinteggiatura e verniciatura, costruzione”, con sede a Favara , con un volume d’affari annuo di circa 1 milioni di euro. Destinatario della misura dell’interdizione dall’esercizio di pubblico ufficio per la durata di un anno, l’Ingegiere Antonino Urso, Capo Centro Manutenzione “A” dell’Area Compartimentale Anas di Catania e competente alla manutenzione della strada 121 Catanese,della statale 575 di Troina, della statale 192 della Valle del Dittaino, della 284 Occidentale Etnea, della 288 di Aidone, statadae 385 di Palagonia , statale 117 bis Centrale Sicula, statale 417 di Caltagirone.

Lavori stradali incompleti per risparmiare

Tra gli stratagemmi adottati dall’impresa nella fase esecutiva dei lavori, veniva registrata un’incompleta rimozione dell’asfalto usurato prima di procedere all’applicazione del nuovo tappeto. Un’ulteriore patto criminaler è stato siglato da Romano e Urso con Iacuzzo (rappresentante di Isap Srl) e concerne 3 contratti applicativi rientranti in un accordo quadro triennale per “l’esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria della pavimentazione delle strade di competenza Anas nella Regione Sicilia”. Come confermato in sede di interrogatorio dai funzionari Anas coinvolti, l’Isap srl traeva un grosso vantaggio in termini di risparmio dalla mancata rimozione di parte del manto stradale usurato: i pubblici ufficiali corrotti, acconsentivano a una registrazione in contabilità di uno spessore del materiale fresato superiore rispetto al vero così da far riconoscere all’impresa un compenso non spettante. Iacuzzo ha quindi consegnato ad Urso, a beneficio anche di Romano, denaro contante, in più fasi, per 60 mila euro complessivi. Una terza vicenda corruttiva vedeva coinvolti i funzionari Anas Catania, Romano e Urso, e Roberto Priolo, la cui impresa è stata affidataria dei “Lavori di ripristino del piano viabile, consolidamento del corpo stradale e di stabilizzazione di pendici in tratti saltuari della statale 575 di Troina”, iniziati a febbraio di quest’anno e ultimati 3 mesi dopo. Come peraltro ricostruito dagli stessi funzionari corrotti, Priolo ha consegnato negli uffici Anas di Catania una tangente di 15 mila euro in contanti divisa tra Urso e Romano. Altro accordo veniva stretto da Romano, Urso e Trovato dell’Anas con Pullara (titolare dell’omonima ditta individuale), incaricato di svolgere “lavori di risanamento della pavimentazione stradale in tratti saltuari della statale 284, occidentale Etnea, tra Randazzo e Paternò, aggiudicati al prezzo di 630 mila euro. I lavori sono stati consegnati d’urgenza alla ditta corruttrice nel maggio di quest’anno e ultimati in meno di un mese nei primi giorni di giugno. Anche in questa circostanza, la tangente complessiva di 18 mila euro in denaro contante era relativa ad un’incompleta fresatura del manto stradale e da una fasulla registrazione nella contabilità dei lavori effettuati. Pullara concludeva quindi il patto criminale con il geometra Trovato al quale consegnava un primo acconto negli uffici dell’Anas di Catania e successivamente lo stesso imprenditore dava il saldo pattuito in contanti direttamente all’ingegnere Urso, sempre a beneficio dei tre funzionari Anas corrotti. Gli altri gravi fatti di corruzione registrati, restituiscono un quadro ancor più allarmante di quello emerso in occasione degli arresti del 17 settembre scorso. Fitte relazioni illecite vedono protagonisti pubblici ufficiali infedeli e imprenditori corruttori.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Allerta meteo rossa a Catania, scuole chiuse martedì 12 novembre

  • Fungo porcino record trovato alle pendici dell'Etna: 4,3 chili

  • Meteo: in arrivo piogge e raffiche di vento su Catania

  • Allerta meteo arancione, scuole chiuse ad Acireale

  • Linea verde alla scoperta delle polpette catanesi

  • Pregiudicato va in carcere dopo essere stato ferito a colpi di pistola

Torna su
CataniaToday è in caricamento