Appalto rifiuti, arrestato il sindaco di San Pietro Clarenza: contratto da 50 mila euro alla moglie

Le manette sono scattate per il primo cittadino Giuseppe Bandieramonte, per Angelo La Piana amministratore della Progitec srl. Agli arresti domiciliari sono finiti Michele Faro responsabile dell'ufficio igiene del Comune e e Silvio Calandrino, dipendente della Progitec

É ancora il sistema di gestione dei rifiuti a finire sotto la lente degli inquirenti: questa volta è il Comune di San Pietro Clarenza a essere travolto da un'inchiesta che ha svelato cointeressenze e favoritismi tra i vertici dell'amministrazione e il titolare dell'impresa che si occupa della raccolta e del trasporto dei rifiuti solidi urbani. Le manette sono scattate per il sindaco Giuseppe Bandieramonte, al secondo mandato da primo cittadino del comune etneo, e per Angelo La Piana amministratore della Progitec srl, società che a partire dal 2014 è stata beneficiaria di affidamenti per oltre 3 milioni e mezzo di euro. Agli arresti domiciliari sono finiti invece Michele Faro, in qualità di responsabile dell'ufficio igiene e manutenzione e responsabile unico dei procedimenti amministrativi oggetto dell'indagine, e Silvio Calandrino, dipendente della Progitec ma di fatto impiegato al Comune di San Pietro Clarenza fino a ottobre 2018 proprio in qualità di collaboratore di Faro.

Tutti e 4 gli indagati sono accusati, in concorso tra loro, di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e turbata libertà degli incanti per fatti attinenti la procedura di gara per il servizio di raccolta, spazzamento e trasporto rifiuti nel Comune di San Pietro Clarenza.

Il “prezzo” della corruzione

Tra le utilità oggetto della corruzione troviamo: l'assunzione da parte della Progitec della compagna del primo cittadino (che attualmente non risulta indagata) con il pagamento di stipendi per circa 50 mila euro l'anno, attività di fatto mai svolta; l'assunzione come lavoratori dipendenti nella suddetta società di soggetti che garantivano appoggio elettorale al sindaco; le sponsorizzazioni, sempre da parte della società gestita da La Piana, di eventi sportivi organizzati da associazioni promosse da familiari del Sindaco. Tra gli eventi sportivi sponsorizzati dalla società, la Progitec Challenge 2018, il circuito di 11 gare di atletica organizzate nel 2018 in varie località della provincia etnea (dal centro Storico di Catania a Misterbianco, passando per Trecastagni, Catania Civita, San Pietro Clarenza, Pasteria, Militello in Val di Catania, Stadio Cibali di Catania, Randazzo, Piedimonte Etneo, Paternò) evento promosso da associazioni sportive riconducibili alla cerchia familiare del Sindaco Bandieramonte.

Le indagini

A dare impulso all'attività investigativa delle fiamme gialle - coordinate dal gruppo di lavoro dei magistrati della Procura etnea guidata da Carmelo Zuccaro e in particolare del gruppo di lavoro specializzato nei reati contro la pubblica amministrazione di cui fa parte il pm Fabio Regolo – sono stati gli esposti di alcuni dipendenti del Comune che segnalavano alcune anomalie nella gestione del denaro pubblico, nonché i poco chiari rapporti esistenti tra il Sindaco e gli amministratori della Progitec. L'attività parte dunque con mirate e approfondite indagini svolte mediante intercettazioni telefoniche, ambientali, accertamenti bancari e analisi di documenti pubblici, prima acquisiti da banche dati e, successivamente, presso lo stesso ente locale, che hanno portato alla luce un meccanismo corruttivo che gli inquirenti definiscono “allarmante per la sistematicità e la diffusione delle condotte lesive della cosa pubblica, caratterizzato da rapporti professionali tra sindaco e società privata, non improntati ai canoni dell’imparzialità e del buon andamento della Pubblica Amministrazione ma da un’evidente 'svendita' dei poteri discrezionali piegati all’esclusivo conseguimento di profitti personali illeciti”. Le meticolose e celeri investigazioni condotte dai finanzieri di Catania, avviate nel luglio del 2018, hanno riguardato gli affidamenti operati dall’Amministrazione Comunale di San Pietro Clarenza alla Progitec. I flussi di denaro pubblico in questione attengono, innanzitutto, agli affidamenti assicurati dal sindaco Bandieramonte mediante ordinanze sindacali contingibili e urgenti aventi ad oggetto, rispettivamente, il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani e altri servizi non necessariamente attinenti a quest’ultimo, quali quelli della pulizia interna ai locali del municipio, pulizia tombini, impiantistica e spazio verde, pulizia scuole, servizi di approntamento seggi elettorali, bonifica micro discariche e scerbamento. In tale contesto, i finanzieri hanno esaminato a fondo la procedura amministrativa di affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti urbani alla Progitec avviata dall’amministrazione comunale, nel dicembre del 2014, a seguito della disdetta del precedente appalto con Mosema spa. In quel periodo, sono pervenute al Comune di San Pietro Clarenza le manifestazioni d’interesse all’immediata esecuzione del servizio di spazzamento da parte della Progitec e della Tech Servizi di Floridia in provincia di Siracusa. Il responsabile del procedimento, il geometra Michele Faro, ha coinvolto, oltre le due aziende appena citate, anche il Consorzio Prosat di Priolo Gargallo. La Progitec ha formlato l’offerta tecnica economica per l’esecuzione del servizio indicando un onere mensile di 58.000 euro (+ Iva) mentre il Consorzio Prosat indicava quale prezzo mensile 67.000 euro (+ Iva).

Gli affidamenti in proroga

A questo punto il sindaco, con apposita ordinanza contingibile ed urgente per motivi igienico-sanitari del 29 gennaio 2015 ha affidato alla Progitec di Lapiana Angelo & C. snc il servizio pubblico in questione per il periodo dal 1° febbraio 2015 al 31 marzo 2015. Tra gli elementi che hanno indotto gli investigatori e i magistrati a ritenere che la gara pubblica in questione fosse stata pilotata, la riconducibilità delle 2 imprese concorrenti alla vincitrice dell’affidamento. Infatti, il Consorzio Prosat risulta avere la propria sede legale coincidente con una società cooperativa il cui rappresentante legale è Angelo La Piana; lo stesso La Piana ricopre il ruolo di membro del Consiglio Direttivo del Consorzio Prosat dal febbraio 2013. Per quanto riguarda, invece, la Tech Servizi Srl, la stessa risulta essere il partner della Progitec in svariati affidamenti pubblici del servizio come emerso anche dalle intercettazioni telefoniche. Ad aggravare il quadro ci sono ben 18 ordinanze di proroga del servizio, tutte “contigibili e urgenti” disposte tra gennaio 2015 e il 31 ottobre 2018, adottate dal sindaco Bandieramonte a favore della Progitec. La legge prevede che il Sindaco, qualora si verifichino situazioni di eccezionale e urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell’ambiente, può emettere questo tipo di ordinanze per consentire il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti, anche in deroga alle disposizioni vigenti, garantendo un elevato livello di tutela della salute e dell’ambiente, tuttavia queste ordinanze hanno efficacia per un periodo non superiore a sei mesi e non possono essere reiterate più di due volte. “E’ evidente che – scrivono gli inquirenti - nel caso in esame, il disposto normativo risulta violato”. A partire dal novembre del 2018, il servizio è svolto dalla stessa Progitec in ragione del nuovo contratto di appalto stipulato con l’Aro (Ambiti di Raccolta Ottimale) San Pietro Clarenza – Camporotondo Etneo.

La rimozione delle microdiscariche

Il Comune di San Pietro Clarenza risulta essere tra i più virtuosi nelle percentuali di raccolta differenziata e quindi la raccolta di rifiuti presenti in microdiscariche abusive sparse sul territorio avrebbe potuto incidere negativamente sul livello di differenziata, poiché in quel caso i rifiuti andrebbero conferiti come indifferenziati, con conseguente diminuzione dei contributi regionali. “Basta ca a mia mi livati a munnizza – dice il sindaco Bandieramonte intercettato – e non mi si abbassa la raccolta differenziata”. Con queste parole il primo cittadino dà il 'placet' a provvedere alla rimozione di una microdiscarica in via Siracusa attraverso la modalità della bonifica, non prevista dal contratto di servizio e dunque oggetto di ulteriore affidamento. Gara che naturalmente “è stata oggetto di accertamenti economico-finanziari – scrivono ancora gli inquirenti - e ritenuta turbata dagli indagati”. L’affidamento di “lavori di rimozione microdiscariche e scerbamento del territorio comunale” di San Pietro Clarenza, è stato deliberato nel giugno 2015 a favore della Progitec per un importo di oltre 30.000 euro iva esclusa. Il servizio è stato aggiudicato mediante trattativa privata, curata dal responsabile dell’ufficio igiene e sanità, Michele Faro, attraverso la preliminare consultazione di 5 ditte delle quali 3 presentavano un’offerta economica. Oltre all’impresa vincente Progitec, figuravano la Technoproject, avente la sede in San Pietro Clarenza presso il luogo di residenza della compagna del Sindaco e amministrata dal cognato di Angelo La Piana, e la società cooperativa “Le Ali della Vita” nota alle cronache giudiziarie per il coinvolgimento di alcuni suoi membri in fatti di criminalità organizzata (Processo “Iblis”, intestazione fittizia dei beni e concorso esterno in associazione mafiosa).

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