Solarium e spiagge libere nella bufera, Catania Bene Comune chiede revoca dell'appalto

Sulla questione di possibili coinvolgimenti in indagini giudiziarie di dipendenti della ditta che detiene la gestione di solarium e spiagge libere, Catania Bene Comune chiede l'immediata revoca dell'appalto alla ditta che avrebbe tra i propri lavoratori due soggetti collegati al clan Cappello

Continua l'odissea per le spiagge libere e i solarium catanesi. Dopo il clamoroso ritardo nell'apertura della strutture al fine di garantire la massima legalità e trasparenza nell'assegnazione dei bandi di gestione, la polemica non si placa e gli spazi pubblici balneari rimangono sotto i rilfettori a causa di presunti coinvolgimenti in indagini giudiziarie di due dipendenti della ditta che ha vinto il tanto discusso appalto.  Il Comune,nei giorni scorsi  si è pronunciato sulla vicenda facendo richiesta formale di verifica a Prefettura e Questura, ma al momento l'appalto rimane ancora nella mani della cooperativa Caffè Napoleon.

" E' inquietante - scrive in una nota Catania Bene Comune - la volontà del sindaco Bianco di lasciar procedere l'appalto di spiagge e solarium nei giorni più redditizzi. In merito alla situazione della gestione delle spiagge e dei solarium non è accettabile che il Comune continui per un solo minuto in più a far proseguire la gestione a una ditta che ha tra i suoi dipendenti almeno due persone, secondo gli inquirenti, collegate al Clan Cappello, sotto processo a seguito dell'operazione antimafia Prato Verde".

" A Orazio Buda in data 4 maggio 2016, proprio a seguito dell'operazione antimafia Prato verde,- continua Catania Bene Comune -  sono stati confiscati beni del valore di 600mila euro. Tra questi c'è anche il chiosco comunale di Villa Pacini, di proprietà pubblica, affidato in gestione dal Comune di Catania a persona poi ritenuta dagli inquirenti prestanome del presunto esponente del Clan Cappello, Buda. Tale chiosco, su cui non sono mancate denunce e inchieste da parte degli organi di stampa, è stato affidato dal Comune tramite gara nel 2012 dall' amministrazione Stancanelli. Alla gara per la gestione si sono presentate esclusivamente due ditte individuali, una delle quali esclusa immediatamente perché non rispettava i criteri di presentazione dell'offerta. L'unica busta valutata dalla commissione è stata quella presentata da La Spina Francesco che ha ottenuto la gestione del chiosco di Villa Pacini, nel pieno centro della città in una zona di passaggio per migliaia di persone, per 1500 euro di affitto annui, 125 euro al mese. La busta presentata dall'altra ditta individuale è stata comunque aperta e conteneva la ridicola offerta di 41 euro d'affitto al mese. All'apertura delle buste, come delegato della ditta individuale La Spina Francesco, come riporta il verbale, era presente 'il Signor Orazio Buda' ".

"Il giro d'affari della gestione delle spiagge e dei solarium è grande - conclude Catania Bene Comune-. È possibile che un'istituzione pubblica consenta tale introito a un'azienda su cui si addensano così tante ombre? Occorre l'immediata revoca. Non si tratta di sostituirsi alla giustizia e neanche di minare l'onorabilità di qualcuno. Solo le Istituzioni preposte potranno accertare responsabilità o atti illeciti. È una questione di opportunità e di garanzia per la comunità. I giorni intorno a Ferragosto sono i più redditizi per spiagge e solarium e qualsiasi ritardo dell'amministrazione nella revoca sarebbe inaccettabile, inquietante e lascerebbe sospettare loschi interessi. Enzo Bianco revochi l'appalto, dia immediato mandato agli uffici di procedere alla gestione diretta di spiagge e solarium e poi, come richiesto a gran voce dalla città, si dimetta".

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