Ato rifiuti, Cisl: “130 milioni di debiti, siamo sull’orlo dell’emergenza sociale”

Secondo il dossier del sindacato a tanto ammonta il debito che le cinque società d'ambito degli Ato rifiuti catanesi hanno nei confronti delle imprese che gestiscono il servizio

Oltre 130 milioni di euro. A tanto ammonta il debito che le cinque società d’ambito degli Ato rifiuti catanesi hanno nei confronti delle imprese che gestiscono il servizio.

Un effetto domino che parte dai comuni consorziati negli ambiti territoriali per finire sulle spalle dei circa duemila lavoratori e dei cittadini utenti, sui bilanci familiari e la pulizia delle città. Col rischio sempre concreto dell’emergenza sanitaria.

Un sistema sull’orlo del collasso che richiede un duplice intervento della Regione: per velocizzare la costituzione delle Srr (le società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti) e per anticipare ai comuni le somme promesse con i piani di rientro.

La denuncia è stata fatta stamattina dalla Cisl di Catania e dalla federazione di categoria Fit Cisl. Le organizzazioni sindacali hanno presentato un corposo dossier sulla situazione dei 5 Ato rifiuti.

Erano presenti per la Cisl, la segretaria generale Rosaria Rotolo e il segretario territoriale Maurizio Attanasio; per la Fit Cisl etnea, il segretario generale Mauro Torrisi, il responsabile settore Ambiente Rosario Garozzo e il segretario territoriale Alberto Toscano.

Il dossier descrive una situazione di profonda sofferenza debitoria: l’Ato con la Simeto Ambiente deve 43 milioni più gli interessi al consorzio Simco; l’Ato2, Aci Ambiente, 35 milioni alle quattro aziende esecutrici (Agesp, Dusty, Caruter ed Ecolandia); 20 milioni è il debito sia dell’Ato1 Ioniambiente (con Aimeri) sia dell’Ato 4 Catania (con Oikos e IPI srl); 16 milioni Kalat Ambiente (Ato CT5) li deve ad Aimeri e Agesp.

Siamo sull’orlo dell’emergenza sociale, sanitaria ed economica – dice Rotolo – non passa giorno che in Prefettura non si affrontino situazioni legate all’occupazione e alla salute pubblica causate dalla crisi del settore. L’egregio ruolo svolto dalla Prefettura di Catania non basta più, non bastano soluzioni tampone per le vertenze dei lavoratori. Chiediamo al Presidente della Regione Siciliana di intervenire immediatamente per riorganizzare strutturalmente il sistema, mettendo al centro il rispetto dei lavoratori e la certezza del servizio, qualificando le risorse che provengono dall’esoso servizio che i cittadini pagano, eliminando per sempre le inefficienze e gli sprechi attuali”.

“Serve creare sinergie su diversi fronti – aggiunge – per contrastare l’evasione, migliorare il servizio, potenziare la raccolta differenziata ed adeguarsi agli standard europei che permetterebbe di finanziare il servizio. Se si rende visibile la tracciabilità dei rifiuti, col recupero dei materiali riciclabili e con la produzione di beni, otterremo un effetto doppio: l’aumento della raccolta e la creazione di nuova occupazione in un territorio devastato dalla crisi”.

Il dossier è scaturito da un lavoro certosino su centinaia di documenti. “Abbiamo analizzato – spiega Attanasio – tutta la raccolta di atti deliberativi dei comuni, la delibera del 2011 della Corte dei conti; i costi e le tariffe sul territorio, infine le circolari e le normative recenti emanate dalla Regione siciliana. Abbiamo visto che il passaggio alla gestione degli Ato ha incrementato il costo del servizio e generato un aumento dei costi che si riversano sulle pubbliche amministrazioni e sul cittadino. Quest’ultimo risulta doppiamente beffato per l’aumento della tariffa e per i frequenti disservizi dovuti alle agitazioni dei lavoratori spesso senza stipendio. Se la Regione anticipa le somme ai comuni, questi potranno versare le quote agli Ato che, a loro volta, pagheranno le imprese che, infine, pagheranno i lavoratori”.

Vertenze simbolo della sofferenza dei lavoratori sono in corso nel Calatino e nella costa ionica, con lavoratori che protestano da mesi perché non percepiscono lo stipendio rispettivamente da sei e da tre mesi. La Fit Cisl, assieme agli altri sindacati del settore, in un recente documento consegnato alle prefetture ha sollecitato anche il governo regionale.

“La situazione non è più sostenibile – dice Torrisi – e serve un'inversione di tendenza delle amministrazioni locali sulla corretta riscossione delle tasse sui rifiuti, elemento imperante sull'intera vicenda. Ci preoccupa, invece, il desiderio di alcune amministrazioni a tornare indietro, agli anni 80, quando forse i servizi di igiene ambientale "costavano meno" affidati e/o aggiudicati a ditte che la storia degli anni successivi ha certificato del malaffare. È arrivato il momento che il Governo regionale avvii la concertazione con le forze sociali, che senta le nostre ragioni, che recepisca i nostri punti di rivendicazione, che ascolti la voce delle rappresentanze dei lavoratori di chi quotidianamente opera per garantire un servizio efficiente in favore dei cittadini”.

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