Prezzi "gonfiati" per beni di prima necessità, crescono le segnalazioni

Sono già centinaia le segnalazioni giunte da tutta la Sicilia sugli aumenti ingiustificati

Il segretario regionale siciliano dell'associazione dei consumatori Codici Sicilia, Manfredi Zammataro è intervenuto per denunciare le speculazioni sui prezzi, aumentati a dismisura, di alcuni prodotti al momento molto richiesti come mascherine, gel igienizzanti, prodotti disinfettanti ed anche beni alimentari. Infatti sono già centinaia le segnalazioni giunte, da tutta la Sicilia, all'associazione Codici che sta predisponendo apposite denunce alle Procure della Repubblica territorialmente competenti ed esposti all’ Autorità di vigilanza.

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“Purtroppo gli effetti perversi del coronavirus si fanno sentire drammaticamente anche in Sicilia – esordisce Zammataro -. Sono ormai centinaia le segnalazioni che Codici ha ricevuto in merito ai prezzi gonfiati di determinati prodotti. Ad esempio, le mascherine protettive, già introvabili, la piccola parte in commercio è venduta a prezzi assurdi, in alcuni casi al costo smisurato di 150 euro per 50 mascherine. Per non parlare delle tante mascherine già sequestrate a più riprese dalla Guardia di Finanza di Catania, per oltre 40mila unità di pezzi senza certificazione CE”. “Si tratta di un vergognoso sciacallaggio sulla pelle dei consumatori che, a causa dell’emergenza coronavirus, sono costretti a comprare mascherine , gel igienizzanti e prodotti disinfettanti nonché beni alimentari di prima necessità, i cui prezzi sono letteralmente raddoppiati . In questo senso – prosegue il segretario regionale di Codici – bene ha fatto il governo regionale, su input del presidente Musumeci, a disporre verifiche attraverso il Corpo Forestale della Regione nei punti vendita per monitorare i prezzi dei prodotti al dettaglio. La nostra associazione sarà a fianco del Governo, attivando un canale dedicato a raccogliere i casi del genere. Invitiamo pertanto tutti i consumatori a segnalare le speculazioni inviando un messaggio alla nostra pagina Facebook. I cittadini, già stremati dalla convivenza con una pandemia devastante, non possono subire anche gli abusi da parte di sciacalli senza scrupoli”, conclude Zammataro.

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