Canalicchio e la piazza mai costruita: non è un "Belvedere"

Il consigliere della IV municipalità, Vincenzo Intraguglielmo, ha svelato quello che doveva essere il destino dell'area presente alla fine di via Pedara. La vista di cui gode è eccezionale. Peccato, però, che il resto non sia un "Belvedere"

La vista di cui gode è eccezionale. Basta salire sopra i massi, che costeggiano una piccola altura, per avere davanti ai propri occhi la pianta completa di Catania, compreso il fascino del mare. Un panorama quasi da “cartolina”. Peccato, però, che il resto non sia un “Belvedere”.

Doveva essere proprio questo il nome dell’area verde che si estende alla fine di Via Pedara: “Belvedere”. E invece Canalicchio non ha mai conosciuto in questa zona nessun centro di aggregazione. Tutto è rimasto abbandonato.

Oggi, ciò che doveva essere un “bel vedere”, versa in uno stato di incuria. Una vera e propria discarica a cielo aperto. Si trova di tutto tra le piante, i fiori e il terriccio che ricopre l’asfalto: mattonelle, cartoni, legno, rifiuti di ogni tipo e persino giocattoli.

Il consigliere della municipalità Barriera-Canalicchio, Vincenzo Intraguglielmo, ha svelato il destino dell’intera area: “Alla fine di Via Pedara, con il vecchio piano regolatore, era stata prevista la costruzione di una piazza, che doveva prendere il nome di “Belvedere”

“Vista la situazione odierna, rimane invece nel dimenticatoio questa zona – continua Intraguglielmo -, fuori dal centro e lontana dagli occhi della gente e delle istituzioni”.

Oltre ad estendersi alla fine di via Pedara, lo spiazzale Belvedere arriva in prossimità di via Arimmondi Giuseppe e via Noto. Un’area, nel complesso, dalle vaste proporzioni. Proseguendo lungo il sentiero laterale, inoltre, è possibile sfociare in prossimità di via S.Giovanni Battista De La Salle.

Date le vaste proporzioni della zona, ci si chiede come mai debba restare nel silenzio il destino di quello che doveva essere un luogo importante per la comunità di Canalicchio. A interrogarsi sul futuro prossimo è ancora Intraguglielmo, il quale sottolinea “Le potenzialità insite nel "Belvedere". Perchè non farla diventare un punto di raccolta, - conclude Intraguglielmo - utilizzabile in caso di calamità naturali?. L’unico punto esistente al momento, infatti, è quello del parcheggio Due Obelischi. Perché, inoltre, non realizzare anche una bambinopoli?”

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