Chiudono i cancelli del Cara, Salvini: "Futuro della Sicilia non è l'immigrazione"

Si chiude un'era per il residence degli Aranci della Pizzarotti: lo aprì il leghista Maroni nel 2011 e lo chiude un altro leghista

Da Maroni a Salvini. In mezzo ci sono quasi sette anni, governi diversi, migliaia di migranti. Era il 2011 quando l'allora ministro del governo Berlusconi Roberto Maroni aveva scelto di aprire in tutta fretta un mega centro di accoglienza a Mineo, nel residence degli Aranci. La struttura, di proprietà della Pizzarotti e situata ai piedi della città menenina, era stata utilizzata per un breve lasso di tempi dai militari americani di stanza a Sigonella.

Ma la distanza tra le 400 villette e la base americana aveva portato a lasciare la struttura. Con i sommovimenti libici, la caduta di Gheddafi e il caos partenze il governo italiano individuò nel Cara di Mineo la "soluzione" al problema accoglienza.

L'arrivo di Salvini a Caltagirone | Video

Adesso Matteo Salvini, ministro leghista, ha chiuso definitivamente questa esperienza di accoglienza vissuta più fra ombre che fra luci.

L'accoglienza ieri e oggi

Dalle mutande verdi a quelle bianche. Quando era venuto Salvini, nel 2015, per protesta i contestatori avevano esposto delle mutande verdi cercando di "cacciare via" quel leader dell'opposizione che mieteva consensi e che stava trasformando la Lega da "padana" a nazionale.

Le proteste

Dopo quattro anni Salvini è riuscito nell'intento. E il suo successo - di consensi e quindi elettorale - è passato, in parte, anche dal Cara di Mineo. Le parole d'ordine del leghista come lotta all'immigrazione, lotta alla deliquenza straniera e stop al business sono state alimentate anche dai fatti avvenuti dentro e intorno al centro d'accoglienza più grande d'Europa.

Oggi Salvini è stato accolto da uno striscione, esposto dagli ex lavoratori che prestavano servizi nel centro, con la scritta: "Lasciati in mutande". Le proteste erano anche all'ingresso del residence degli Aranci con decine di componenti delle reti antirazziste territoriali che hanno contestato la linea del ministro e del governo sul tema dell'immigrazione.

Le ombre del Cara

Il procuratore di Caltagirone aveva definito il Cara "un caso di Stato". Tanti i problemi: dalla sicurezza, agli omicidi sino alla mafia nigeriana e alle gare pilotate per la gestione.

Su questo ultimo punto le indagini hanno coinvolto politici e uomini del calibro l'allora presidente della Provincia Giuseppe Castiglione e condannato Luca Odevaine, vice capo di gabinetto di Walter Veltroni. Oggi si è tenuta una udienza del procedimento che vede accusati per turbativa d'asta e falso, nell'ambito della concessione dell'appalto dei servizi del Cara, diversi soggetti che hanno avuto un ruolo apicale dentro il centro. Coinvolto anche l'ex sindaco di Mineo Anna Aloisi.

Cara Mineo, Falcone: "Andare oltre la chiusura, sostenere area"

Procedimento che è stato rinviato a dicembre. Salvini ha voluto commentare dicendo che "la giustizia necessita di una seria e profonda riforma".

"Qualcosa non funziona - ha aggiunto - e se rinviamo di sei mesi in sei mesi non siamo un Paese civile. Sugli esiti non mi pronuncio, ma in un business di decine di milioni di euro, certamente le assunzioni non sono state dettate dal merito e dalla trasparenza".

Ma le ombre del Cara non sono state soltanto quelle relative alle gare d'appalto. Il 30 agosto del 2015 un ospite appena maggiorenne del centro d'accoglienza, Mamadou Kamara, uccise una coppia di anziani a Palagonia - i coniugi Solano - dopo una rapina e una violenza sessuale compiuta ai danni della signora.

Una violenza cieca che lo stesso Salvini condannò e cavalcò chiedendo la chiusura del centro. Ma dentro lo stesso centro si è consumato anche un omicidio, quello di Francis Miracle, una donna nigeriana di 27 anni sgozzata dal marito proprio dentro una delle villette del Cara.

E poi l'operazione di polizia che ha portato a sgominare una rete di spaccio che aveva ramificazioni dentro il Cara con una cellula forte e radicata della mafia nigeriana.

Il ministro Salvini, durante la conferenza stampa tenuta con a fianco il sottosegretario Candiani e il prefetto Sammartino, ha voluto dedicare la chiusura del centro alla famiglia Solano e ha affermato: "I cittadini del Calatino e di Mineo non verranno lasciati soli perche' questo è  l'inizio di un percorso di rinascita. Se uno digita Mineo su Google esce stupro omicidio, furti, spaccio, mafia nigeriana, prostituzione... e invece è un territorio che merita altro e il sindaco mi dice che il valore della produzione agricola e dei terreni agricoli torna ad avere un livello positivo".

La sicurezza e il lavoro

Salvini conosce bene la struttura del Cara. L'ha visitata diverse volte e ci ha anche dormito dentro simbolicamente. Così dopo la conferenza stampa, sotto un sole cocente, ha voluto fare un giro. Diversi i cani che scorazzavano - e che sono stati anche oggetto del confronto con il sindaco di Mineo - e le biciclette e i materassi accatastati utilizzati dai migranti, pronti per essere gettati. Così con a seguito prefetto, forze dell'ordine e scorta il ministro ha girato il centro esclamando più volte soddisfazione per la chiusura. Con lui anche il primo cittadino di Mineo, il sindaco "metropolitano" Salvo Pogliese e l'assessore etneo Fabio Cantarella, nonché il sottosegretario Candiani.

"Con la chiusura del Cara di Mineo risparmiamo un sacco di quattrini e si recuperano forze dell'ordine per il territorio - ha detto Salvini durante la sua "passeggiata" -. Stiamo lavorando per riconvertire il personale. E' un bel segnale. Chi pensa di fare business sull'immigrazione di massa, deve cambiare ragione sociale. E' il segnale che parte da Mineo e rivolto a tutti. Il fenomeno è sotto controllo".

L'intervista al sindaco di Mineo

Salvini ha incontrato una piccola delegazione degli ex lavoratori del Cara. Al termine del piccolo summit ha detto: "Stiamo lavorando per ricollocare una parte dei lavoratori anche se e' ovvio che il Cara, Catania e la Sicilia non posso fondare il loro futuro sull'immigrazione. Danni, furti, blocchi stradali non si ripeteranno piu'. Il futuro nell'accoglienza di migranti è in centri piu' piccoli e più controllati per continuare ad assolvere i doveri che ha una comunità, e per fortuna i numeri sono in calo".

"Al Cara di Mineo - ha aggiunto - si spendevano 10mila euro al giorno che potranno essere utilizzati meglio e in altra maniera".

La politica

Il ministro dopo aver inaugurato il nuovo commissariato di Caltagirone e il "blitz" al Cara prosegue nella sua linea dura su immigrazione e sicurezza. Sulla situazione relativa al contenzioso giudiziario in atto con la Pizzarotti, la società proprietaria del residence degli Aranci, Salvini ha dichiarato di contare su una soluzione ragionevole: "Anche perche' non penso che sia affittabile una area di queste dimensioni dall'oggi al domani. Quindi se tutti usano il buon senso, qua si tornerà a produrre".

Cosa vorrà fare dell'ex Cara la politica? Ancora non si sa e Salvini è stato vago. "Stiamo ragionando su cosa ci sarà dopo - ha detto - ma deve essere fonte di ricchezza e sviluppo per il territorio. I lavoratori non possono pensare che l'economia passi dall'immigrazione".

Inoltre il ministro ha annunciato di voler tornare presto a Catania per apporre la firma a un protocollo di sicurezza a tutela dei produttori agricoli, vessati da furti e danneggiamenti nelle campagne.

Così finisce l'era del Cara di Mineo. Da un leghista all'altro.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Incidente stradale, auto si schianta contro spartitraffico: 4 morti

  • Strage dopo una serata in discoteca, nessuno indossava la cintura di sicurezza

  • Operazione dei carabinieri contro capi clan e affiliati dei “Santapaola-Ercolano”: 31 arrestati

  • Reddito di cittadinanza e falsa disoccupazione: indagata la neomelodica Agata Arena

  • Incidente stradale a Piano Tavola, 4 morti: Procura apre inchiesta

  • Operazione "Black Lotus", alla sbarra 31 affiliati del clan Santapaola-Ercolano

Torna su
CataniaToday è in caricamento