Concorso esterno alla mafia, oggi prima udienza per Mario Ciancio

Si apre oggi la prima udienza del nuovo processo per concorso esterno in associazione mafiosa a carico dell'imprenditore ed editore del quotidiano La Sicilia Mario Ciancio Sanfilippo

Si apre oggi la prima udienza del nuovo processo per concorso esterno in associazione mafiosa a carico dell'imprenditore ed editore del quotidiano La Sicilia Mario Ciancio Sanfilippo. Dopo che la Cassazione ha annullato il proscioglimento disposto dal giudice Gaetana Bernabò Di Stefano che il 21 dicembre 2015 dispose il "luogo a non procedere" perché "il fatto non è previsto come reato" il procedimento penale è stato riaperto e si celebra oggi davanti alla prima sezione del Tribunale penale.

L'inchiesta della procura etnea che era sfociata all'inizio nell'archiviazione, era durata diversi anni, fino a che il Gup Luigi Barone aveva disposto la trasmissione degli atti ai Pm che avevano chiesto il rinvio a giudizio dell'imprenditore. I pm Antonio Fanara e Agata Santonocito, hanno modificato il capo di imputazione fissando al 1982 l’inizio del presunto reato che invece prima era indefinito. La procura ha poi chiesto l'appello contro l'archiviazione. Il Comune di Catania, invece, aveva annunciato l'intenzione di volersi costituire come parte civile.

"Non posso però fare a meno di dire - spiegava l'editore - che provoca in me un moto di indignazione il fatto che una ricostruzione fantasiosa e ricca di errori e di equivoci - che ha deformato cinquant'anni della mia storia umana, professionale e imprenditoriale, alterando fatti, circostanze ed episodi, sostituendo la verità con il sospetto - sia stata adottata quale impermeabile capo di accusa per attivare un processo contro di me. Ho sempre piena fiducia nell'operato della magistratura e - osserva Ciancio Sanfilippo - non ho dubbi che sarò assolto da ogni addebito". "Sono pronto a difendermi con determinazione, continuerò serenamente a lavorare mentre i miei legali riproporranno con pazienza tutte le innumerevoli argomentazioni a sostegno della mia innocenza. Anche se i tempi si dilateranno - conclude Ciancio - riuscirò a dimostrare chiaramente il grave errore consumato conqQuesto rinvio a giudizio".

CIANCIO RINVIATO A GIUDIZIO - LA NOTA DI UNCI SICILIA

Parti civili nel processo i fratelli del commissario Beppe Montana, rappresentanti dall'avvocato Goffredo D'Antona, e l'ordine dei giornalisti di Sicilia, con Dario Pastore. L'editore è difeso dagli avvocati Giulia Bongiorno e Carmelo Peluso.

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