Malasanità, condannato medico di famiglia per omicidio colposo

Secondo i giudici Sebastiano Percolla ha causato la morte del 19enne Marco Moschetto. Il giovane sarebbe morto per la "mancata prescrizione di urgente ricovero ospedaliero" dovuta a una sbagliata diagnosi

Un anno e dieci mesi è la condanna che il Tribunale di Catania presieduto da Alessandro Centonze ha inflitto al medico di famiglia Sebastiano Percolla per l'omicidio colposo di Marco Moschetto, morto a 19 anni il 18 febbraio del 2010.

Il giovane sarebbe morto per la “mancata prescrizione di urgente ricovero ospedaliero” dovuta a una mancata diagnosi di un ileo paralitico e di un'emorragia del colon. Il collegio di difesa ha annunciato ricorso in secondo grado.

Per i giudici il dottore "con reiterate condotte caratterizzate da grave negligenza e imperizia professionale" ha causato la morte del paziente.

E ‘stato anche disposto un risarcimento provvisionale di 200 mila euro in favore della madre del giovane, Borzellino Concetta, difesa dall'avvocato penalista Giuseppe Lipera. Il Tribunale ha disposto anche la trasmissione degli atti alla Procura di Catania per accertamenti sul medico che per una notte ha sostituito nel servizio il dottor Percolla.

La richiesta di rinvio a giudizio, accolta dal Gup di Catania Daniela Monaco Crea, era stata avanzata dal pm Enzo Serpotta, dopo aver acquisito la relazione dei consulenti della Procura, il prof. Giuseppe Gula, cardiochirurgo, e dal dott. Giuseppe Ragazzi, medico-legale.

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