Moto in aree protette del Parco dell'Etna, Legambiente chiede interventi

Un fenomeno che mette a rischio la sicurezza degli escursionisti che amano trekking e passeggiate nei boschi dell’Etna e rischia di danneggiare l’equilibrio dell’ecosistema ambientale del vulcano

Foto archivio: un sequestro operato dalla Forestale

In queste ultime settimane si sono succedute le segnalazioni di avvistamenti di motociclisti nelle aree protette del parco dell'Etna, perfino in zona A di massima tutela. Episodi non isolati, che dimostrano una netta "permeabilità" dei sentieri del vulcano. La sezione catanese di Legambiente ha quindi chiesto a tutte le autorità competenti di allertarsi per fermare ed impedire “l’invasione” e le corse delle moto sulle strade del Parco dell’Etna ed, ancor più, nella rete sentieristica. Un fenomeno che mette a rischio la sicurezza degli escursionisti che amano trekking e passeggiate nei boschi dell’Etna e rischia di danneggiare l’equilibrio dell’ecosistema ambientale del vulcano, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

"Adesso che il Parco dell’Etna ha un nuovo presidente – afferma Viola Sorbello, presidente del circolo Legambiente di Catania - ci auguriamo che questa istituzione prenda posizione e trovi correttivi efficaci per ristabilire regole e modalità di fruizione sostenibili e rispettose della natura, degli escursionisti e di una fruizione turistica corretta e capace di attrarre gli stranieri. Il nuovo presidente del Parco dell’Etna, d’altronde, ha già condotto importanti battaglie contro le discariche abusive ne territorio di Biancavilla, quando ne era sindaco, ci auguriamo che anche su questo fronte mostri tutto il suo impegno alla guida del Parco dell’Etna".

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"Al nuovo presidente, la cui nomina è stata accompagnata da molte polemiche politiche sulla mancanza di competenze specifiche in campo ambientalistico - aggiunge Sorbello - e di gestione di parchi e riserve, lanciamo una sfida aperta. Non vogliamo avanzare preconcetti o preclusioni – continua - ma lo attendiamo alla prova dei fatti. Se saprà costruire una comunità rispettosa, attenta e far rispettare le regole a salvaguardia di un patrimonio di tutti, come l’Etna, gliene daremo atto. Però questa sfida va affrontata subito, senza sotterfugi politici, senza accordare a nessuno e per nessun motivo privilegi e tantomeno chiudere un occhio. Non è giustificabile, infatti, che si chiuda un occhio o si omettano controlli. Questa battaglia va affrontata subito. Anche chiamando a raccolta cittadini e associazioni che hanno a cuore lo sviluppo sostenibile del vulcano e guardano a un futuro più verde e meno motoristico. Legambiente è a disposizione, ma non tollererà ritardi, tentennamenti od omissioni. Così come. Non li tollereremo da parte di tutte le altre istituzioni e autorità che hanno il compito e il dovere di difendere e preservare il patrimonio naturalistico e culturale del nostro vulcano".

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