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Crollo di via Castromarino, l'appello dei residenti: "Non lasciateci soli" | Video

Dopo aver passato la notte in auto, gli sfollati sono stati costretti a pagare di tasca propria un albergo in zona. Non vogliono allontanarsi da qui. Nel quartiere c'è la loro vita: gli affetti, il lavoro, le abitudini che non vogliono perdere

 

"Il crollo di via Castromarino non si è trasformato in tragedia per puro caso". La signora Oriana Pappalardo, forte della sua fede, non smette ancora di ringraziare chi, da lassù, ha protetto la sua famiglia ed i 39 abitanti della palazzina che lunedì notte è stata fortemente lesionata da un crollo parziale. "Una delle studentesse che abitava sotto di noi, ha aperto la porta e si è trovata una voragine davanti, al posto della cucina. Fino a poche ore prima stavano studiando lì con altre colleghe".

Il supporto dopo il crollo

Oriana Pappalardo, insegnante di sostegno al Cannizzaro di Catania, non ha ancora superato lo shock e si è rivolta di propria iniziativa ad uno psicologo, precisando che nessuno si è fatto vivo per offrire questo tipo di supporto a chi è stato costretto ad allontanarsi da casa e rischia di non poterci rientrare per mesi o forse mai più. Passerà tempo affinchè vengano fatte tutte le verifiche del caso. Anche le abitazioni che non hanno subito lesioni sono state "sigillate" in via precauzionale. "A stento sono riuscita a recuperare i miei gatti e le tartarughe - prosegue- perchè avevano chiuso dentro gli animali e non volevano farci salire per portarli via. Ci siamo riusciti grazie ai vigili del fuoco, che non smetterò di ringraziare per quello che hanno fatto". Dopo aver passato la notte in auto, gli sfollati sono stati costretti a pagare di tasca propria un albergo in zona. Non vogliono allontanarsi da qui. Nel quartiere c'è la loro vita: gli affetti, il lavoro, le abitudini che non vogliono perdere.

L'appello

"C'era anche chi non aveva con se' i 75 euro che ci hanno chiesto. Del resto abbiamo lasciato in fretta e furia le abitazioni, prendendo a stento qualche vestito. Ci hanno proposto un dormitorio. Come potevamo accettare, avendo un bambino  di 7 anni e mia suocera di 78, con diversi problemi di salute? Fortunatamente i parenti non ci hanno abbandonato, ma la nostra famiglia è divisa in tre luoghi diversi. Chiediamo alle istituzioni di avere risposte certe sui tempi per l'eventuale risarcimento danni e di poter almeno traslocare in maniera meno traumatica. Ho bisogno dei miei libri della scuola,  mi servono per insegnare. Mio figlio piange chiedendo i suoi giocattoli. Chi dovrà rispondere per tutto questo?".

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