Decreto Sicurezza, Pogliese: "Non deve essere strumento di lotta politica o di propaganda"

Sindaci del Pd in rivolta contro il decreto sicurezza, a cominciare dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Catania, Salvo Pogliese

Sindaci del Pd in rivolta contro il decreto sicurezza, a cominciare dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il quale, con una nota inviata all'ufficio anagrafe, ha dato disposizione di non applicare a Palermo le misure della legge messa a punto dal vice premier e ministro dell'Interno Matteo Salvini, riguardo alle norme che negano la possibilità di concedere la residenza a chi ha un permesso di soggiorno.

Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Catania, Salvo Pogliese: “Il decreto sicurezza che tanti sindaci hanno auspicato, non sia utilizzato come strumento di lotta politica o peggio ancora di propaganda. Siamo fermamente convinti, infatti, che il nostro Paese necessiti di istituzioni che applichino le norme che hanno superato la doppia lettura parlamentare, anziché promuovere azioni che minano alla base la residuale fiducia dei cittadini verso la classe dirigente eletta. Il sindaco Orlando e quello di Napoli De Magistris, sanno benissimo, infatti, che l’ordinamento giuridico prevede sedi competenti a verificare e giudicare la costituzionalità o meno delle leggi, azione che non può essere affidata a letture estemporanee fatte apposta per sollecitare la propria parte politica. Tuttavia, l’occasione può essere propizia per riaprire il tavolo di trattativa tra i sindaci e il governo per migliorare, se necessario, qualche parte del decreto sicurezza e soprattutto della legge di bilancio, che come abbiamo evidenziato nei giorni precedenti all’approvazione, impedisce ai comuni in difficoltà, specie quelli del Sud afflitti da gravi carenze di bilancio se non addirittura in default, a operare al meglio, nell’interesse di tutti”.

Il Decreto Sicurezza

L'articolo 13 delle legge 132 stabilisce che il permesso di soggiorno rilasciato al richiedente asilo costituisce sì un documento di riconoscimento, ma non basterà più per iscriversi all'anagrafe e quindi avere la residenza. In sostanza i comuni non potranno più rilasciare a chi ha un permesso di soggiorno la carta d'identità e i servizi, come l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale (quindi l'Asl) o ai centri per l'impiego, che verranno assicurati solo nel luogo di domicilio, visto che non c'è più la residenza, come un Centro di accoglienza straordinaria o un Centro permanente per il rimpatrio.

La replica di Salvini e Di Maio

"Col Pd caos e clandestini, con la Lega ordine e rispetto. Certi sindaci rimpiangono i bei tempi andati sull'immigrazione, ma anche per loro è finita la pacchia!". Così su twitter il ministro dell'Interno Matteo Salvini torna stamani sul fronte che si è aperto con alcuni sindaci, in testa Leoluca Orlando, primo cittadino di Palermo, sull'applicazione delle norme del decreto sicurezza. "Solo campagna elettorale da parte di sindaci che si devono sentire un po' di sinistra facendo un po' di rumore. Ma se vuoi sentirti di sinistra metti mano ai diritti sociali di questo Paese, quelli che la sinistra ha distrutto in questi anni. Pensate come stanno messi male". Lo ha detto il vice premier Luigi Di Maio.

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