Il mondo dei beni culturali contro il bando per la cultura: "Basta precari"

Partirà anche da Catania il grido di protesta contro il bando del Mibact "500 giovani per la cultura". Sbarcherà infatti a Roma una delegazione di studenti dell'Università etnea. "Becera forma di sfruttamento e di lavoro precario": questa l'accusa

Era stato varato la scorsa estate. Oggi rischia di diventare una miccia esplosiva in grado di alimentare malumori e tensioni sociali. Ad essere interessata è la categoria dei professionisti dei beni culturali, Archeologi, Architetti, Archivisti, Bibliotecari, Diagnosti, Ingegneri, Storici dell'Arte. A loro è infatti indirizzato il bando del MIBACT "500 giovani per la cultura", figlio del decreto legge "Valore Cultura" varato lo scorso agosto.

Si tratta di reclutare "500 giovani laureati da formare, per la durata di 12 mesi, nelle attività di inventariazione e digitalizzazione del patrimonio culturale italiano, presso gli istituti e i luoghi della cultura statali". Così recita il bando ufficiale pubblicato dal Ministero.

Dopo la pubblicazione le prime crepe all'interno del settore culturale nel nostro paese. Risultato? La manifestazione nazionale indetta per la giornata dell'11 Gennaio, a Roma, proprio per dire "no" alla proposta del MIBACT (il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo).

Partirà anche da Catania il grido di protesta che toccherà il culmine nella capitale. Sbarcherà infatti a Roma una delegazione di studenti e specializzandi dell'Università etnea per manifestare il proprio dissenso. L'accusa lanciata contro il decreto è tutta nelle parole di Salvo Barrano, presidente dell'Associazione Nazionale Archeologi, la stessa che ha indetto la giornata di protesta. Sotto il termine "tirocinio" si nasconderebbe infatti una vera e propria forma di sfruttamento: "E' un insulto alla dignità del lavoro - precisa Salvo Barrano - perché, sotto il sigillo della Repubblica Italiana, maschera con il termine “tirocinio” la più becera forma di sfruttamento e di lavoro precario sottopagato".

La domanda di partecipazione, rivolta solo agli under 35, porta con se requisiti di professionalità. Ecco quindi che Salvo Barrano aggiunge: "il Ministero non può pretendere di reclutare professionisti laureati con il massimo dei voti e con competenze specifiche, come richiede il bando, e poi riconoscere un compenso offensivo, sotto forma di “indennità”.

"E' un insulto - precisa inoltre il presidente - ai Professionisti over 35 perché, sulla base di un requisito anagrafico discriminatorio, ignora le competenze e il merito alla generazione dei quaranta-cinquantenni, che ha già pagato un prezzo troppo alto per le politiche dissennate in tema di occupazione e lavoro degli ultimi anni".

Dure anche le parole del segretario Ana (Associazione Nazionale Archeologi) Sicilia, Ghiselda Pennisi. "Ci uniamo alla protesta e chiediamo l'immediato ritiro del bando. Perchè mortifica il merito, le competenze e la professionalità di migliaia di professionisti esperti in catalogazione”.
 

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