Dia, sequestrato patrimonio da 1,5 milioni di euro appartetente al clan Sciuto-Tigna

I beni erano in possesso di 3 presunti boss di spicco del clan mafioso facente capo a Sciuto Biagio e a Privitera Orazio. Costringevano diversi imprenditori a pagare denaro. Evidenziate forti disparità tra i redditi dichiarati e il patrimonio effettivo

Sequestro preventivo a Catania da 1,5 mln euro a 3 presunti boss, effettuato dalla Direzione investigativa antimafia (Dia) di Catania. Il patrimonio sequestrato appartiene a Privitera Giuseppe, Puglisi Mariano e Vaccaro Antonino, presunti boss di spicco del clan mafioso facente capo a Sciuto Biagio detto ''Tigna'' e a Privitera Orazio: sono tutti attualmente indagati per l'art. 416 bis e per estorsione, nell'ambito dell'operazione 'Fiamma blu'.

Gli inquirenti della Dia di Catania hanno accertato che i due indagati costringevano diversi imprenditori di ditte operanti nel settore delle costruzioni ed impegnati nella realizzazione di opere pubbliche, in particolare la rete di erogazione del gas metano nei comuni di Palagonia e Militello Val di Catania, a consegnare loro somme di denaro.

Parallelamente alle indagine giudiziarie, quelle patrimoniali hanno evidenziato forti disparità tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto dai due. Sono stati, pertanto, sequestrati 7 immobili (terreni appartamenti e garage), 4 imprese operanti nei settori edile, manifatturiero e caseario, 17 automezzi e diversi rapporti finanziari.

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