Dissesto finanziario: "Bisogna garantire stipendi e servizi anche per il 2019"

Lo ha sottolineato con un documento ufficiale sul dissesto approvato oggi dal suo Comitato Direttivo, la Cgil di Catania, che ha allargato il confronto alle segreterie delle categorie

“Non è accettabile che le conseguenze del dissesto ricadano sui lavoratori. Chiediamo al Prefetto di insediare immediatamente il tavolo di crisi per assumere tutte le iniziative necessarie a scongiurare uno stato di crescente e diffusa tensione”. Lo ha sottolineato con un documento ufficiale sul dissesto approvato oggi dal suo Comitato Direttivo, la Cgil di Catania, che ha allargato il confronto alle segreterie delle categorie. Nel contributo sono state segnalate le analisi, le priorità e le proposte per affrontare il grave problema finanziario che interessa la città. Il sindacato: “rivendica dunque un confronto serio, serrato e concreto con la Giunta Pogliese, che è stato promesso in varie occasioni, compresa quella della campagna elettorale, e che di fatto non si è ancora avviato concretamente”.

Obiettivo della Cgil oggi è scongiurare la “macelleria sociale” che minaccia circa 10.000 lavoratori tra direttamente coinvolti ed indotto, oltre che scatenare una crisi economico finanziaria che avrebbe ripercussioni per l’intera economia dell’area metropolitana. La Cgil, che oggi più che mai lavora a fianco di Cisl, Uil e Ugl con grande rispetto e onestà intellettuale, per un percorso comune a favore della città che ha trovato già una prima grande manifestazione pubblica lo scorso 12 novembre, “chiede ai governi nazionale e regionale di intervenire urgentemente, così come per altre grandi città italiane, innanzitutto con aiuti economici, per affrontare l’immediata crisi di liquidità e consentire al comune di garantire l’ordinaria amministrazione. Gli interventi economici devono essere tali da garantire anche per il 2019, salari ai dipendenti comunali ed alle cooperative sociali, nonché il funzionamento dei trasporti, dei servizi sociali, delle manutenzioni e di poter espletare le gare per i rifiuti e liquidare le aziende private creditrici”.

Sulle responsabilità reali del dissesto la Cgil crede che i cittadini catanesi abbiano “il diritto di conoscere chi, ed in quale misura, ha la responsabilità di quanto accaduto. E’ un passaggio che non può essere rimosso, anche allo scopo di non ripetere più gli stessi errori”. La responsabilità va ricercata nel fallimento amministrativo dell’ultimo ventennio, a partire dalla Giunta Scapagnini, con vice sindaco Lombardo, a cui si riconduce il primo indebitamento, talmente grave da rendere complicato alle successive amministrazioni, da Stancanelli, con assessore al bilancio Bonaccorsi, a Bianco di poter recuperare. È infatti evidente da atti amministrativi e contabili, che anche le giunte Stancanelli e Bianco non abbiano agito in controtendenza né adottando efficaci politiche di risanamento, ciascuno con misure variabili di responsabilità che sarà la magistratura a verificare con gli strumenti adeguati.

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