Dissesto, sindacati in piazza: "Medicina non arrivi quando Catania sarà morta"

Sotto Palazzo degli Elefanti il confronto tra i segretari delle sigle sindacali e il primo cittadino

Sono scese in piazza Duomo, per poi spostarsi verso la prefettura, le sigle sindacali per manifestare tutto il loro malcontento, e sopratutto quello dei lavoratori, dopo "promesse fatue" per il futuro di Catania alle prese con il dissesto e con una crisi di liquidità gravissima. 

Con tricolore alla mano i segretari generali di Cgil-Cisl-Uil-Ugl Catania Giacomo Rota, Maurizio Attanasio, Enza Meli e Giovanni Musumeci hanno manifestato in modo composto ma duro "la cifra della rabbia dei catanesi che non chiedono elemosine, ma pari opportunità. Rivendichiamo un contributo straordinario che aiuti Catania, com’è avvenuto per altre grandi aree metropolitane, nello sforzo doveroso di risanamento e rilancio".

Il sindaco Pogliese ha incontrato gli esponenti sindacali in piazza e nel corso del confronto è emersa l'unità di intenti. Come ha precisato Rota della Cgil: "Siamo in piazza perché riteniamo opportuno di richiamare governo nazionale e regionale: chiediamo a tutti di tenere in piedi la città. Chiediamo al sindaco di alzare la voce ancora più forte, sapendo che al governo si parla con le mani in faccia. Il primo cittadino sa di avere la città al fianco, non c’è un attacco alla amministraazione ma c’è il desiderio della rinascita di Catania".

C'è apprensione anche sui tempi degli interventi statali. Come affermano gli esponenti sindacali "la nostra paura è che quando arriverà la medicina il malato, cioè il nostro territorio, sarà già morto".

Pogliese ha ringraziato i sindacati per "il grande senso di responsabilità dimostrato in questi mesi così delicati". Il sindacato ha raccolto le sollecitazioni dei sindacati di qualche giorno fa scrivendo una lettera aperta al premier Conte e ha anticipato che, nelle prossime ore, chiederà un incontro ufficiale con il presidente del consiglio.

"Ho scritto a Conte - ha detto il sindaco - e sono convinto che si troverà nel breve una soluzione. Ma il tempo sta per scadere".

Infatti, come ricordato dal primo cittadino, il prossimo 30 giugno il Comune dovrà pagare una rata di quasi 20 milioni per i mutui. Una vera e propria mazzata e per questo Pogliese auspica "un intervento normativo entro il 10 - 15 giugno, in modo tale da sospendere le rate e con altri interventi si potrà superare l'emergenza".

Emergenza che non dovrebbe riguardare gli stipendi dei dipendenti comunali e dei dipendenti delle partecipate. "Sino a giugno e luglio siamo coperti", ha rassicurato il sindaco.

"Non abbiamo chiesto contributi a pioggia - ha concluso Pogliese - ma interventi normativi per un Comune che non solo è in dissesto ma anche senza liquidità: una peculiarità esclusivamente catanese. Siamo la settima area metropolitana d'Italia e ci aspettiamo interventi coerenti così come fatto con Roma Capitale".

Intanto si attende anche l'intervento dell'Ars che il prossimo 28 maggio voterà in commissione per portare il collegato in aula e dare il via, con la sua successiva approvazione, a un'altra fondamentale iniezione di liquidità al Comune per il pagamento degli stipendi.
 

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