Dissesto, tagli ai servizi sociali? L'assessore: "Qualcosa salterà ma stiamo già cercando fondi"

Quali sono i settori che sentiranno più il peso dei possibili tagli? Sicuramente i servizi sociali, quelli più vicini al cittadino. L'assessore Giuseppe Lombardo spiega a CataniaToday cosa succederà

La Corte dei Conti ha rigettato ieri pomeriggio il ricorso presentato dal professore Agatino Cariola, per conto del Comune di Catania, ponendo la parole 'fine' alle speranze dei nuovi amministratori. La città è ormai ufficialmente in dissesto economico-finanziario e le conseguenze si sentiranno principalmente sui servizi fondamentali al cittadino - come il trasporto pubblico, ad esempio - sulle sue tasche - con un aumento possibile della tassazione - e sulla minore possibilità di esigere crediti da parte dell'ente. Una situazione di emergenza che, tra le altre cose, mette a serio rischio i lavoratori delle società partecipate sui quali si abbatte ora la scure di un probabile licenziamento.

I tagli ai servizi 

Cosa succederà dunque da oggi in futuro? Come spiegava a CataniaToday il professor Maurizio Caserta, ordinario di Economia delle Istituzioni, la legge prevede che si formi ora una commissione di liquidatori, che prenderanno "quella che chiameremmo la bad company, cioè tutti i debiti, e proveranno a utilizzare l'attivo del Comune per fronteggiarli". Un meccanismo che comporterà, inevitabilmente, dei "tagli alla spesa". Ma quali sono i settori che sentiranno più il peso dei possibili tagli? Sicuramente i servizi sociali, quelli più vicini al cittadino. Un ambito già vessato e interessato dalle continue riduzioni di budget degli ultimi anni, come hanno denunciato più volte consiglieri comunali ed associazioni di categoria.

Le parole dell'assessore

L'assessore al ramo, Giuseppe Lombardo spiega meglio a CataniaToday come cambierà la situazione. A partire da una divisione tra servizi obbligatori e non obbligatori. "Per capire bene la tabella di marcia che dovremmo seguire aspettiamo la composizione della commissione di nomina prefettizia - chiarisce Lombardo - ma, in generale, credo che per legge tutti i servizi obbligatori avranno una corsia preferenziale e saranno tutelati insieme agli stipendi dei dipendenti comunali". "Per quanto riguarda invece i servizi non fondamentali - aggiunge l'assessore - chiaramente non tutti potranno essere mantenuti con il bilancio comunale e, per questo, già da tempo stiamo valutando altre linee di finanziamento come, ad esempio, i fondi Pac o Pon Metro rivolti all'inclusione sociale".

Quali sono i servizi non fondamentali? "Parliamo per esempio dei centri diurni per anziani, che dall'uno novembre sono stati sospesi - chiarisce Lombardo -  Anche se stiamo lavorando per sviluppare altri tipi di servizi più moderni che mirino all'integrazione e allo sviluppo di altre attività. Non solo sugli anziani ma anche dal punto di vista dei minori". 

Ed è proprio su questo tema che il nuovo esponente della giunta si spinge in una piccola polemica con il governo nazionale. "Certo, noi per legge siamo obbligati a fornire assistenza ai minori sottoposti a proveddimento del Tribunale ma, notizia di questi giorni, si parla oggi di un aumento degli sgomberi dei campi Rom o delle abitazioni occupate abusivamente". "A prescindere dalla condivisione o meno di questo tipo di politiche, una volta sgomberati i minori Rom poi dovranno essere tutelati e salvaguardati dalle nostre strutture". In sostanza, di fronte ad un governo nazionale che dà indicazioni ben precise, ci sarà "una spesa comunale che aumenta". Per questo, aggiunge Lombardo, "mi auguro che la commissione che si insedierà ne tenga conto, altrimenti si dovranno cambiare le regole".

Le colpe del passato

"Negli ultimi tre anni il bilancio ha subito compressioni notevoli soprattutto sui servizi obbligatori per legge - continua Lombardo, attaccando la vecchia amministrazione - e non si è mai voluto metter mano ad una serie di servizi che andavano regolamentati secondo un nuovo modello di Welfare. Non si può andare avanti per convenzioni, come per il settore dell'assistenza ai disabili, in cui si fa riferimento a regolamenti di 10 anni fa". "La corte, tra l'altro, ha più volte richiamato i Comuni chiedendo di inserire meccanismi di compartecipazione nei servizi sociali, cosa che non è mai stata fatta a Catania". "Sulle responsabilità la deliberazione della Corte dei Conti è stata molto chiara - specifica - Viene restituita una fotografia della situazione finanziaria degli ultimi 5 anni in cui si fa riferimento ad una serie di violazione sistematiche del piano di riequilibrio e si parla di alterato uso dei fondi a destinazione vincolata".

"Stiamo parlando di una montagna di debiti - affonda Lombardo - Stancanelli lascia un disavanzo di 136 milioni, che arriva dopo 5 anni a 650 milioni, più 900 milioni di mutuo, per un totale di un miliardo e mezzo di debito complessivo. Non lo dico io ma lo dice la Corte dei Conti". Sulla proposta del gruppo Con Bianco per Catania che ieri, dopo la notizia del rigetto del ricorso, ha proposto di applicare subito il piano di riequilibrio, Lombardo spiega ancora: "Mi sembra una proposta folle e fuori da ogni realtà, a bocce ferme sarebbe stato opportuno, ma la sentenza del 7 novembre dice che noi non abbiamo più possibilità di appellarci. Il piano di riequilibrio a cui fa riferimento Zappalà e quello che la Corte ha bacchettato perché è stato consegnato con due giorni di ritardo". 

Cosa cambierà, concretamente?

"Ci sarà un piano di risanamento generale ed è ovvio che qualche servizio salterà, anche se stiamo pensando a misure di finanziamento alternative - continua l'assessore - Ci sono ambiti che non potranno essere toccati, anche in condizione di dissesto come il trasporto verso i centri riabilitativi per i disabili, il sostegno alle comunità dei disabili mentali, o interventi alternativi per il ricovero anziani. Siamo preoccupati più che altro per i lavoratori delle cooperative sociali, per le cooperative in generale e per chi ha crediti nei confronti del Comune". "Ho atteso per capire come muoverci e come programmare - conclude - dobbiamo capire il quadro finanziario di riferimento che pare si stia delineando, anche se siamo in una prima fase conoscitiva. Le regole nuove vanno nel senso della trasparenza, del rigore, della possibilità di risanamento".

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Commenti (1)

  • E Bianco ha ancora il coraggio di parlare... chi ci ha ridotti così?

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