Catania, Pozzallo, Malta: il traffico di droga gestito dal gruppo di Monte Po

A operare lo smercio in territorio maltese sarebbe Alfio Strano,intermediario per il gruppo di Monte Po. Dall'inchiesta emerge anche la presenza via mare di imbarcazioni maltesi a supporto logistico

Catania, Pozzallo, Malta: il traffico di droga gestito dal gruppo di Monte Po utilizzava questa rotta, collegamento obbligato via mare per l'Isola dei Cavalieri. Come si evince dalle intercettazioni contenute nell'ordinanza di custodia cautelare dell'operazione Camaleonte, la preoccupazione maggiore per i corrieri e per chi gestiva i “viaggi”, era quella di incappare nella giustizia maltese: “È stato fortunato a non essere stato arrestato lì, gli avrebbero dato trentacinque anni, mentre qui il problema non si pone”. Così commenta “Alfredo” Treccarichi - ritenuto dagli inquirenti il responsabile del “commercio” per il gruppo del clan che fa riferimento a Mario Strano – l'arresto di Mario Santonocito, avvenuto a giugno del 2017, all'imbarco del catamarano per Malta. In quella occasione le forze dell'ordine lo beccarono con circa 15 chili tra marijuana e hashish divisa in panetti occultati nell'auto.

Treccarichi mise l'episodio in relazione all'ingresso di Sebastiano Sardo nella schiera dei collaboratori di giustizia. In effetti è proprio Sardo a riferire agli inquirenti, nel verbale illustrativo datato 27 giugno 2017, la natura del ruolo rivestito da Goffredo “Alfredo” Treccarichi nella gestione del canale per la commercializzazione di stupefacenti nell'isola di Malta. Attività svolta per conto del gruppo criminale e curata in precedenza dallo stesso collaboratore di giustizia. Erano “roba” di Sardo anche i 20 chili di hashish e marijuana trovati e sequestrati nell'aprile del 2016, all'imbarco di Pozzallo, a “Tony”, il consigliere comunale del Pd Antonio Bonafede. Gli appoggi “siracusani” vengono successivamente abbandonati per tornare a usare “corrieri” catanesi, come evidenziato nel settembre 2016, con il sequestro di circa 50 chili, tra hashish e marijuana, trasportati a bordo dell'auto di due “insospettabili" padre e figlia in procinto di imbarcarsi dal porto di Pozzallo sul catamarano per Malta.

L'intermediario e i maltesi coinvolti

A operare lo smercio in territorio maltese, secondo le dichiarazioni di Sardo e supportate dai riscontri investigativi, è Alfio Strano, catanese da 18 anni domiciliato a Malta e “formalmente dipendente di un supermercato”, secondo quello che dice Sardo ai magistrati. Sarebbe lui il destinatario finale della droga, quale “emissario” di cittadini maltesi. Il riscontro alle dichiarazioni arriva agli inquirenti dagli incontri intercorsi tra Alfio Strano e gli uomini del gruppo, Treccarichi e sopratutto Luigi Scuderi, il quale lo presenta direttamente alla figlia di Mario Strano, Concetta. In quella occasione la figlia d'arte che, intercettata dallo Sco, commenta proprio l'omonimia con l'intermediario. Nei colloqui con gli esponenti del gruppo, Alfio Strano racconta di essere obbligato da pendenze giudiziarie a restare Malta, e che preferirebbe, nell'eventualità, essere arrestato in Italia poiché la situazione è valutata più “favorevole” dal punto di vista giudiziario.

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Anche due cittadini maltesi sono stati raggiunti dal provvedimento di custodia, si tratta di Michael Aquilina del 1972 e di Gordon Schembri del 1986. Gli investigatori hanno documentato la loro presenza a Catania a luglio nel 2017, presenti proprio per stringere accordi su quantità, prezzo e fornitura di sostanza stupefacente. In alcune occasioni sono stati loro stessi a occuparsi del trasporto: arrivano in Sicilia e poi ritornano con il carico. I loro movimenti svelano l'esistenza di supporto logistico via mare fornito da imbarcazioni guidate da maltesi. In un'occasione, precisamente nell'agosto del 2017, “Gordon” Schembri si premura di fornire le coordinate geografiche corrispondenti alla zona di Scoglitti, frazione marina di Vittoria, dove gli organi inquirenti ipotizzano dovesse avvenire un incontro riservato. Schembri, giunto alle porte di Scoglitti, ha effettuato un'altra telefonata, con la quale, in lingua maltese, ha riferito al suo interlocutore in barca, di avere notato la presenza di una pattuglia delle forze dell'ordine lungo il tragitto e dunque dopo essersi disfatto dello zaino, si era allontanato. Riuscirà comunque ad affidare “al volo” il carico a un natante con motori fuori bordo che aveva fatto ingresso nel porticciolo di Scoglitti a luci spente. Anche per loro, gli investigatori hanno documentato il collegamento diretto con Alfio Strano, intermediario del gruppo di Monte Po.

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