Elezioni 2005: la condanna di Scapagnini e la soddisfazione di Bianco

Confermata anche la condanna, a due anni e due mesi, per sei componenti la giunta comunale dell'epoca: Nino Strano, Filippo Grasso, Nino Nicotra, Ignazio De Mauro, Orazio D'Antoni e Fabio Fatuzzo

"Il risultato delle elezioni del 2005 è stato falsato". E' la conclusione della Cassazione e il commento di soddisfazione di Enzo Bianco.

La Corte di Cassazione, infatti, ha ritenuto inammissibili i ricorsi presentati contro la sentenza emessa lo scorso anno per il reato elettorale connesso ai contributi erogati, tre giorni prima delle elezioni amministrative del 2005, dal Comune di Catania ai suoi dipendenti per i danni causati dalla cenera vulcanica dell'Etna.

Con la decisione della Suprema Corte, è diventata così definitiva la condanna a due anni e sei mesi inflitta dalla seconda Corte d'appello nel novembre dello scorso anno all'allora sindaco Umberto Scapagnini, attuale deputato nazionale del Pdl.

Confermata anche la condanna, a due anni e due mesi, per sei componenti la giunta comunale dell'epoca (Nino Strano, Filippo Grasso, Nino Nicotra, Ignazio De Mauro, Orazio D'Antoni e Fabio Fatuzzo). La sentenza prevede anche l'interdizione dai pubblici uffici.

 "Giustizia è fatta - ha dichiarato Bianco- e la verità è venuta a galla. Non avevo dubbi che questo giorno sarebbe arrivato per ristabilire in modo chiaro che la mancata vittoria del 2005, è stata falsata dalle azioni di Scapagnini che pur di vincere, ha commesso un reato trascinando con se gli inconsapevoli assessori e colpendo anche i dipendenti comunali, che sono stati beffati perchè costretti in seguito a restituire le somme che erano state loro erogate. Il risultato di quelle elezioni e' stato falsato. Lo dice in modo definitivo la Cassazione".

E' Enzo Bianco ad aggiungere in una nota che "la somma oggetto del risarcimento, così come avevo deciso, sarà destinata ai quartieri più degradati della città, con iniziative concordate con le associazioni e le strutture che vi operano e delle quali darò pubblico conto. "Giustizia mi e' stata resa anche se la città nel frattempo ha pagato un prezzo assai pesante", conclude l'ex sindaco di Catania.

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