“Noi mamme di minori disabili, lasciate sole in questa emergenza”

"Le terapie per mia figlia non sono hobby, passatempi, ma esigenze di prima necessità che le permettono di stare meglio... Vogliamo risposte. Vogliamo aiuti concreti". E'la richiesta di aiuto di una mamma di una minore disabile

foto archivio

Durante questa emergenza Coronavirus, si è parlato tanto di problemi sanitari ed economici. Di scuola e difficoltà ad insegnare attraverso una "chat room". Di corsette all'aria aperta negate, di assembramenti, aperture e chiusure di locali. Ma, sia nella Fase1 che nella Fase2, si è parlato pochissimo di bambini disabili e delle difficoltà dei genitori a gestire questa situazione. In una recente intervista pubblicata su CataniaToday, Maria Teresa Tripodi, presidente della onlus "Il sorriso di Riccardo", aveva già puntato il dito contro la chiusura, sine dia, dei centri privati convenzionati e del danno arrecato per l'interruzione dei piani di terapia. Adesso raccogliamo lo sfogo e la richiesta di aiuto di un'altra mamma, Silvia Foti.

"Sono madre di una minore disabile, con PCI, non verbale, non autosufficiente, che frequenta due centri riabilitativi nel territorio catanese: uno per il campo visivo, uno di kinesi. A causa dell'emergenza Covid 19, giustamente i servizi sono stati sospesi. Ma ad oggi, nessuno conosce l'evolversi dei centri! Anni di sacrifici, traguardi ed obbiettivi raggiunti. Tutto perso in questi mesi di chiusura", spiega Silvia.

"Nessuno parla di noi! Siamo stati dimenticati da tutti. È la fascia più delicata ma anche la più anonima. Bambini adulti con varie disabilità, dimenticati. Voi che dovreste pensare ed aiutare a noi, come ci state aiutando? Dove siete? Sapete esattamente cosa viviamo ogni giorno? Quali paure abbiamo? Quali pensieri ci tormentano? Le uniche persone che sento sono le mamme di altri bambini così definiti 'speciali'. Tutte che lamentiamo la stessa situazione di regressione dei nostri figli, impotenti di fronte la legge! Da decreto dal 4 maggio a seguire tutte le varie attività sono riprese. I centri riabilitativi? Che qualcuno ci dia voce, parli dei diritti dei nostri cari, omessi di fronte esigenze di vita!  Le terapie per mia figlia non sono hobby,passatempi, ma esigenze di prima necessità che le permettono di stare meglio! L'uomo represso dalla quarantena, dal 4 maggio può andare a fare la corsetta tranquillamente. Mia figlia che per necessità ha bisogno di fare terapie, è giusto può restare a casa?", dichiara Silvia.

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"La mia è la voce di una madre furiosa e come me ve ne posso nominare tante altre! Trovate le soluzioni migliori igienico sanitario per tutelare dipendenti ed utenti. Trovate il modo per evitare assembramenti, nelle sale d'attesa, trovate qualsiasi cosa che faccia ripartire questo settore fermo bloccato da mesi! Chi paga per questa situazione è la categoria dei più deboli e delle loro famiglie! Vogliamo rispetto, per loro e per noi famiglie. Vogliamo risposte. Vogliamo aiuti concreti. Anche noi vogliamo ritornare alla nostra quotidianità", conclude questa mamma coraggiosa.

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