Truffe alle assicurazioni, 36 indagati: coinvolti due avvocati

Incidenti domestici fatti passare per sinistri stradali con certificati medici falsi: sono 5 i destinatari della misura cautelare eseguita dai carabinieri nell'ambito dell'indagine "Fake crash"

Quattro persone sono state arrestate da carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria della Procura di Catania nell'ambito dell'inchiesta 'Fake crash' su falsi incidenti stradali. Sono il presunto promotore della truffa, Pietro Bellaprima, di 56 anni, condotto in carcere, e altri tre indagati posti ai domiciliari: l'organizzatrice dei 'sinistri', Agata Zingarino, di 46 anni, l'avvocato Giuseppina Ferrigno, di 46, e il medico legale Epifanio Rapisarda, di 66.

Il Gip ha sospeso per sei mesi dalla professione forense un altro avvocato, Claudia Maria La Porta, di 47 anni. I carabinieri hanno anche notificato un avviso di conclusione indagini della Procura per complessive 36 persone. Secondo i Pm le indagini hanno accertato 18 falsi incidenti, tra Catania e Misterbianco, che erano incardinati con documentazione sanitaria falsa e indottrinando falsi testimoni, e sui quali le compagnie assicurative hanno presentato denunce, costituendosi parte offese. Il danno patrimoniale accertato è di circa 100mila euro.

Le indagini 

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Il modus operandi

Per gli inquirenti l'associazione, promossa e organizzata da Bellaprima, organizzava incidenti stradali falsi, per i quali richiedeva "importanti risarcimenti monetari" alle assicurazioni interessate. Bellaprima contava sull'opera dei due avvocati e del medico che "pienamente coinvolti nel progetto delittuoso, prestavano la loro opera professionale realizzando atti falsi e/o fraudolenti nell'esercizio dell'attivita' forense e sanitaria": con loro "molti altri correi i quali, di volta in volta, gli procacciavano o suggerivano i sinistri che, poi, venivano contraffatti nell'istruttoria o simulati del tutto, al fine di conseguire gli indebiti profitti da spartire tra i vari soggetti implicati".

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Il modus operandi, sottolineano gli inquirenti, consisteva "sia nel creare ad arte documentazione sanitaria e dichiarativa falsa o alterata, sia nell'indottrinare falsi testimoni che avrebbero dovuto fornire formali dichiarazioni agli agenti accertatori delle varie compagnie di assicurazione". Le indagini hanno permesso di ricostruire 18 incidenti stradali (segnalati come verificatisi a Catania e Misterbianco) palesemente falsi, per i quali le compagnie assicurative coinvolte hanno presentato denuncia-querela costituendosi cosi' parti offese. Il danno patrimoniale procurato si aggira attorno ai 100 mila euro.

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