Fermati gli autori del pestaggio di piazza Roma, sono 5 minori dei centri sociali

Un brutale pestaggio che ha provocato la rottura dello zigomo di uno studente. La Digos ha individuato gli aggressori: si tratta di cinque ragazzi, tutti minorenni, di età compresa tra i 16 e i 17 anni e tra loro c'è anche una ragazza

Gli autori della aggressione a un giovane militante a piazza Roma, nei pressi dell'istituto De Felice, sono stati individuati e arrestati dalla Digos della questura etnea. Si tratta di cinque ragazzi, tutti minorenni, di età compresa tra i 16 e i 17 anni e tra di loro c'è una ragazza.

Per uno di essi è stato disposto il collocamento in comunità, mentre per gli altri la misura della permanenza in casa.

I fermati sono accusati del reato di lesioni personali gravi in concorso, con le aggravanti dell’aver commesso violenza in più persone riunite, dell’aver agito con crudeltà e per motivi abietti ed infine dell’aver agito con armi avendo più persone utilizzato caschi da motociclista. 

Infatti lo scorso 21 marzo, mentre un giovane studente - militante di destra - stava effettuando un volantinaggio volto a pubblicizzare un corteo di studenti identitari, previsto per il successivo giorno 22, è stato aggredito e vittima di un pestaggio ad opera di circa 30 ragazzi.

Una aggresione culminata con un pugno in pieno volto. Al ragazzo sono stati poi sottratti i volantini e, mentre il giovane era ancora a terra, molti lo hanno colpito al viso con caschi da motociclista pur  sanguinando vistosamente e sebbene chiedesse aiuto implorando di smettere.

La vittima ha poi rimediato una frattura composta dello zigomo sinistro, con ferita lacero contusa ed una contusione periorbitaria destra.

Le immediate indagini avviate dalla Digos hanno permesso di individuare gli autori, spinti da motivi politici e ideologici.

Un quadro che ricorda le violenze degli anni di piombo. Infatti molti degli aggressori appartengono ai collettivi studenteschi e ai centri sociali “Liotru” e “Colapesce” i quali abusivamente occupano strutture site nel centro storico catanese. Il fine ultimo di questi ultimi, emerso sin da subito, era quello di impedire la pubblicizzazione di un corteo attraverso il quale si sarebbe dovuto commemorare l’anniversario dell’Unità d’Italia.

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