Galvagno (FDI): “È tempo di rivalsa per il sito archeologico di Paternò"

Nei due anni di confronto intercorso tra la Soprintendenza e il Comune con gli uffici preposti, la comunità e gli addetti ai lavori lamentano di non essere stati coinvolti

“Nella costruzione del Piano Paesaggistico, durante la passata amministrazione, la città di Paternò non è riuscita a cogliere una importante opportunità necessaria al suo sviluppo, specialmente in ambito archeologico”, osserva il deputato regionale Gaetano Galvagno.

“Si rende perciò necessario fare chiarezza per individuare coloro i quali hanno precise responsabilità e rispondere alle diverse sollecitazioni che provengono dai cittadini e dalle associazioni, colmando perciò le lacune e le carenze nel Piano presentato”.

Nei due anni di confronto intercorso tra la Soprintendenza e il Comune con gli uffici preposti, la comunità e gli addetti ai lavori lamentano di non essere stati coinvolti. La conseguenza è stata l'omissione di alcuni siti che avrebbero potuto ottenere maggiori attenzioni da parte della Regione attraverso il Piano Paesaggistico.

“La città di Paternò – afferma il deputato - deve essere posta al centro delle attenzioni regionali in virtù degli scavi già effettuati sull’acropoli dagli anni ’90 ad oggi, per migliorare la loro fruibilità e la loro tutela, evitando casi come quello di Cristo al Monte”. Il sito greco-romano è infatti oggetto di vandalismo e non viene nemmeno citato tra i beni archeologici di Paternò. “È mia intenzione programmare un sopralluogo con l'assessore Tusa e predisporre una serie di scavi estensivi sull’acropoli per svelare l’anima greco-romana che già in molti scavi è emersa”.

L'on. Galvagno, aggiunge: “La Regione verrà inoltre impegnata a incentivare le attività di studio coinvolgendo le università regionali, nazionali e internazionali, associazioni di volontariato culturale, l’amministrazione e le scuole oltre, naturalmente, alla Soprintendenza”. Il deputato annuncia di volere sollecitare l'esposizione di reperti greco-romani conservati nei depositi paternesi e il rientro in città di altri importanti reperti conservati in diversi musei regionali e internazionali.

"Occorre sostenere una nuova stagione di scavi, dall’acropoli verso il fiume. Una nuova stagione di studi e ricerche in questo territorio che da troppo tempo nasconde le sue risorse culturali, utili per rilanciare l'economia nella Valle del Simeto. È arrivato il momento di pianificare un programma culturale complessivo e integrato che veda a lavoro tutti gli attori protagonisti per rilanciare la città di Paternò", conclude il deputato.

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