Ancora arresti a Bronte per l'operazione antimafia "Gatto Selvaggio"

Ancora arresti a Bronte per l'operazione antimafia 'Gatto Selvaggio', che ha permesso di delineare uno scenario criminale, con ramificazioni anche nelle Marche, in Lombardia ed in Toscana, svelando un'associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti ed alle estorsioni

Quattro affiliati alla cosiddetta '"Mafia di Bronte" sono stati arrestati questa mattina dai carabinieri di Randazzo, in collaborazione con quelli di Bronte e coi militari del Norm di Modica. Gli arrestati sono Vincenzo Sciacca, classe 1962, che dovrà scontare 4 anni 8 mesi di reclusione; Fabio Vicario, del 1971, condannato a 1 anno e 3 mesi di reclusione; Giuseppe Uccellatore, classe 1984, condannato a 5 anni e 5 mesi; Giovanni Capace, nato nel 1990, a cui è stato notificato l'ordine di carcerazione per 2 anni e 5 mesi ma non andrà in carcere perché la pena è sospesa. I quattro arresti si aggiungono a quelli di altri due appartenenti alla cosca di Bronte, Giuseppe Longhitano e Benedetto Fazio (1963), arrestati una settimana fa, che dovranno scontare rispettivamente 6 anni e 10 mesi e 5 anni e 11 mesi e sono al carcere di Bicocca. 

I sei affiliati erano già stati arrestati nel febbraio del 2011 dai militari della Compagnia di Randazzo in seguito a un'operazione antimafia che coinvolse 18 persone e che fu denominata 'Gatto selvaggio'. L'indagine permise di portare alla luce uno scenario criminale nell'area di Bronte con ramificazioni anche nelle Marche, in Lombardia e in Toscana, un'associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti e alle estorsioni. 

A Bronte operano due gruppi criminali, quello di Francesco Montagno Bozzone, vicino ai 'Carcagnusi' di Santo Mazzei, e quello di Salvatore Catania, detto 'Turi', fedelissimo al clan Santapaola-Ercolano, gruppi che, in alcuni casi, arrivarono allo scontro per il controllo del territorio. La rivalità culminò il 22 febbraio del 2007 con il tentativo di omicidio, il terzo in pochi anni, di Montagno Bozzone: l'agguato avvenne pochi giorni dopo la sua scarcerazione e fu proprio il clan rivale a organizzarlo per vendicare l'uccisione di un affiliato, legato a vincoli di parentela con esponenti emergenti della cosca. 

L'inchiesta svelò un importante traffico di droga che aveva le basi in Lombardia e Toscana, regioni dalle quali alcuni degli affiliati facevano partire, destinazione finale Bronte, diversi quantitativi di cocaina. Da allora i carabinieri hanno effettuato vari sequestri, il più importante è avvenuto nell'agosto del 2007, quando fu sequestrato un carico di cocaina che i corrieri stavano trasportando su una Bmw presa a noleggio e modificata da un carrozziere affiliato al clan, che aveva creato un nascondiglio all'interno del serbatoio. Durante le indagini furono sequestrate armi, un motociclo rubato e caschi integrali, che sarebbero dovuti servire per un'azione di fuoco. 

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