Giarre, riapre l'ospedale: "via libera dalla Regione"

Le associazioni del territorio e i comitati civici lottano da diversi anni per riottenere il presidio ospedaliero al servizio di 10 comuni e 87mila abitanti

"Riaprirà l’Ospedale di Giarre con annesso Pronto Soccorso: Il diritto alla salute ritorna ufficialmente nel distretto sanitario". La nota diffusa dalla Rete della Associazioni Jonica, annuncia la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, del provvedimento che dovrebbe dar il via alla riapertura del presidio ospedaliero "San Giovanni di Dio e S. Isidoro".

Da diversi anni la Rete delle Associazioni Jonica insieme al Comitato Cittadino Giarre e con l’appoggio del C.C.A. (Comitato Consultivo Asp) con i suoi rappresentanti giarresi, del Tribunale per i Diritti del Malato sez. giarrese, della Confcommercio, hanno lottato contro chi ci aveva tolto il nostro diritto alla salute senza una reale visione dei bisogni del territorio, del nostro distretto sanitario costituito da 10 comuni con 87000 abitanti. Spesso soli, derisi, abbiamo lottato a 360 gradi con analisi, manifestazioni, coinvolgimento delle scuole, delle amministrazioni locali del distretto, interlocuzioni con la Commissione regionale sanità e assessori regionali, con direttori Asp anche attraverso le vie legali con denunce al TAR, al CGA e al Tribunale Ordinario".

"Sembrava impossibile la riapertura, invece, con la determinazione di un territorio, siamo riusciti a riavere il nostro diritto, il nostro ospedale, San Giovanni Di Dio e Sant’Isidoro di Giarre, finalmente diviso dal nosocomio acese che aveva portato alla chiusura del Pronto Soccorso e dei servizi ospedalieri. Mai arrendersi, è un insegnameto importante per un territorio jonico-etneo spesso bistrattato e visto come spazio di colonizzazione dalla politica che veniva da fuori a fare i prori interessi. Oggi festeggiamo ma siamo pronti a vigilare e a sollecitare la Regione Siciliana e gli organi preposti affinché il percorso intrapreso possa trovare attuazione nel più breve tempo possibile, con le dovute attenzioni per i reparti, i servizi e soprattutto per il Pronto Soccorso. Un pensiero va alle vittime che in questi tre anni, per una scelta scellerata hanno perso il loro diritto alla vita.

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