Grammichele, scoperta in un bar una sala giochi clandestina con 9 slot machine

I militari della compagnia di Caltagirone hanno scovato la sala giochi abusiva all’interno di quella che nella planimetria dell’attività commerciale appariva una semplice intercapedine tra le pareti

I militari del comando provinciale della guardia di finanza di Catania, nell’ambito dell’intensificazione delle attività a contrasto del gioco e delle scommesse illegali nell’area del calatino, hanno scoperto in un bar di Grammichele una sala giochi clandestina con 9 slot machine illegali e denunciato alla Procura della Repubblica di Caltagirone la titolare dell’attività commerciale.

Il video delle Fiamme Gialle

In particolare, i militari della compagnia di Caltagirone hanno scovato la sala giochi abusiva all’interno di quella che nella planimetria dell’attività commerciale appariva una semplice intercapedine tra le pareti, indicata quale ripostiglio; il locale che custodiva le “macchinette mangiasoldi” era protetto da una porta blindata ad apertura elettronica, controllato a distanza con un sistema di videosorveglianza e dotato di impianto di areazione.

Nella stanza, sprovvista delle autorizzazioni di polizia, erano presenti 5 giocatori, tutti maggiorenni, alcuni dei quali gravati da precedenti di polizia, che sono stati anch’essi denunciati alla Procura della Repubblica di Caltagirone per il reato di partecipazione al gioco d’azzardo.

Le Fiamme Gialle, oltre ai 9 apparecchi da intrattenimento e divertimento che illegalmente permettevano la vincita istantanea in denaro, hanno sottoposto a sequestro, poiché provento dell’attività illecita, l’incasso di oltre 300 euro custodito al loro interno e contestato al gestore la connessa violazione amministrativa che prevede una sanzione pecuniaria fino ad un massimo di 63 mila euro.

Inoltre, non essendo esposti nell’esercizio commerciale gli avvisi, previsti dalla legge, sui rischi connessi al gioco né le avvertenze sull’impossibilità per i minori di accedere a tali locali, la titolare del bar è stata anche segnalata alla Prefettura di Catania per l’irrogazione di una pena pecuniaria il cui importo massimo è di 50 mila euro.

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