Illegalità diffusa, i controlli della polizia nei "quartieri caldi"

A San Cristoforo gli agenti hanno scoperto macelleria che non pagava i reali costi dell’energia elettrica, grazie all’apposizione di una calamita sopra il contatore

La polizia nei quartieri della città di Catania, agisce attraverso il controllo del territorio e attraverso attività di accertamenti di natura giudiziaria e amministrativa, allo scopo di assicurare anche, e soprattutto, nelle periferie quell’osservanza delle basilari regole di legalità, poste a garanza del sereno vivere dei cittadini e della salute pubblica. Dopo i controlli ai canili-lager e ai supermercati luogo di sfruttamento del lavoro minorile e di mancanza di garanzie sulla sicurezza dei lavoratori; dopo lo screening sui posteggiatori abusivi, sanzionati e diffidati dal continuare nell’illecita attività, pena la denuncia penale; dopo l’intensa attività di controllo sul lungomare della Playa e nel quartiere di Vaccarizzo, a finire sotto la lente dei poliziotti gli esercizi pubblici di Librino e di San Cristoforo. Così, col messaggio che non esiste luogo franco per il malaffare e per la criminalità e che la Legge obbliga tutti all’onestà e alla trasparenza, persino coloro che, operando nel privato di laboratori alimentari o di nascosti retrobottega, si credono al riparo da controlli o accertamenti, nella giornata di ieri, la polizia ha effettuato controlli nei “quartieri caldi” di Catania.

Per la gravità della situazione rilevata, particolare rilievo assume il controllo effettuato presso l’attività commerciale di una macelleria ubicata in una via del quartiere San Cristoforo il cui titolare, pur a fronte della presenza di molte celle frigorifero e degli elevati consumi energetici derivati dall’esercizio di esse, non pagava i reali costi dell’energia elettrica, grazie all’apposizione di una calamita sopra il contatore. Inoltre, l’uomo aveva totalmente occupato l’intero marciapiede e buona parte della via pubblica antistante la macelleria, ponendovi focolai, tavoli da lavoro, sedie e panchine, a tal punto da creare problemi alla viabilità e non rendere detti luoghi fruibili agli utenti in transito. All’interno dell’attività sono state riscontrate anche critiche condizioni igienico-sanitarie in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, oltre alla presenza di un dipendente in nero per il quale verranno interessate le Autorità competenti. Il gestore del negozio è stato indagato in stato di libertà per i reati di furto aggravato di energia elettrica, per invasione di terreni e per le violazioni di cui al D. Lgs. 81/2008.

Nella medesima zona, è stata accertata la presenza di un soggetto responsabile di avere allestito un’attività commerciale sulla pubblica via, ponendovi 300 chili di merce e attrezzatura varia, e creando anche in questa circostanza problemi alla viabilità e sicurezza degli utenti. Anche in questo caso, l’ autore dell’illecito è stato indagato ai sensi dell’art. 633 bis del codice penale che punisce l’occupazione e invasione degli edifici e terreni pubblici. Nel prosieguo delle attività, è stata anche rinvenuta un’autovettura di provenienza furtiva nei pressi della strada provincilale 205, alle spalle dell’Ospedale S. Marco: la macchina è stata restituita al legittimo proprietario. Controlli serrati, sono stati effettuati nei confronti di persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale cautelari, alternative e di prevenzione.

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