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Venerdì, 26 Aprile 2024
Cronaca

Scandalo Catania, perquisizioni nelle case dei dirigenti: altri nomi tra gli indagati

Impellizzeri è stato trovato infatti in possesso nella propria abitazione di svariate somme di denaro contante: in ufficio anche un localizzatore di microspie a radio frequenza. Di Luzio è stato trovato invece in possesso nella propria dimora di Roma di documenti ed appunti utili alle indagini. Giocatori di serie B nel mirino

Continuano le indagini nell'ambito dell'operazione "I treni del gol". Come si legge nella nota inviata questa mattina dalla Questura "nella fase esecutiva degli arresti, la Digos di Catania ha effettuato altresì nei confronti dei predetti ( Pulvirenti, Cosentino, Delli Carri, Impellizzeri, Di Luzio, Milozzi e Arbotti) contestuale perquisizione domiciliare e locale che ha avuto esito positivo con il conseguente sequestro di quanto rinvenuto".

La polizia postale ha, inoltre, sequestrato cento computer agli indagati. Al vaglio degli investigatori ci sono le cifre delle scommesse on line sui match, almeno cinque secondo la Procura di Catania, il cui risultato sarebbe stato deciso prima corrompendo i calciatori. Sono stati sequestrati anche gli smart phone di Pulvirenti, dell'amministratore delegato del Catania, Pablo Cosentino, e del direttore sportivo, Daniele Delli Carri. Foto, video e file audio contenuti nella memoria dei telefonini saranno analizzati dagli inquirenti.

Il gip del tribunale di Catania, Fabio Di Giacomo, ha deciso che inizieranno lunedì prossimo, 29 giugno, gli interrogatori delle sette persone che sono da ieri agli arresti domiciliari con l'accusa di aver comprato le ultime partite. Lunedì è in programma l'interrogatorio di garanzia per il presidente del Catania, Nino Pulvirenti, per l'amministratore delegato Pablo Cosentino e per Giovanni Luca Impellizzeri. Gli altri quattro indagati, che non si trovano nel capoluogo etneo, saranno sentiti da altri Gip su delega dell'ufficio dei Gip catanesi.

PERQUISIZIONI- Giovanni Luca Impellizzeri (Agente di scommesse sportive on-line) è stato trovato infatti in possesso nella propria abitazione di svariate somme di denaro contante, di cui la maggior parte occultate in diversi punti del controsoffitto, per un totale complessivo di oltre 100 mila euro nonché, presso l’ufficio, di un localizzatore di microspie a radio frequenza.

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Piero Di Luzio (tesserato del ‘Genoa Club’) è stato trovato invece in possesso nella propria dimora di Roma di documenti ed appunti, ora al vaglio degli investigatori, di sicuro rilevo penale in quanto contenenti dei riferimenti al Catania Calcio ed alle somme di denaro versate.

Sono state inoltre già notificate le informazioni di garanzia in cui si dà atto che sono indagati in stato di libertà i seguenti giocatori:

- FIAMOZZI Riccardo, nato a Trento il 18.05.1993, calciatore del Varese;

-  PAGLIARULO Luca, nato a Foggia il 06.09.1983, calciatore del Trapani;

- DAI’ Antonino, nato a Salemi (TP) l’08.02.1984, calciatore del Trapani;

- TERLIZZI Christian, nato a Roma il 22.11.1979, calciatore del Trapani;

- BRUSCAGIN Matteo, nato a Milano il 03.08.1989, calciatore del Latina;

- BERNARDINI Alessandro, nato a Domodossola il 21.01.1987, calciatore del Livorno.

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"Sono in corsa di notifica ulteriori analoghi provvedimenti a carico di altri calciatori di ‘Serie B’- si legge nella nota della Questura - A ciò si aggiunge che l’attività investigativa della Digos ha svelato anche un incontro di calcio di ‘Lega Pro’ (girone C) oggetto di alterazione: Messina-Ischia Isola Verde del 18.04.2015 terminata con il risultato di 1-1. In tale occasione, i vertici della società peloritana, costituiti dal patron Pietro Lo Monaco (ex amministratore delegato del Catania), dall’amministratore delegato Alessandro Failla e dal direttore sportivo Fabrizio Ferrigno, si sarebbero adoperati affinché la citata partita terminasse con il risultato prestabilito del vantaggio temporaneo dell’Ischia nel primo tempo e del pareggio quale esito finale. La motivazione della frode sarebbe legata al consistente profitto ricavabile da tale tipologia di scommessa della quale si sarebbe occupato anche in questo caso l’Impellizzeri. Le varie agenzie quotavano infatti l’incontro con quello specifico risultato parziale/finale, poi concretizzatosi effettivamente in quegli esatti termini, fino anche a 19 volte la posta. I suddetti risultano pertanto anch’essi indagati per il reato in concorso di frode in competizione sportiva aggravata dall’essere la stessa influente ai fini dello svolgimento di concorsi pronostici e scommesse regolarmente esercitati".

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