Mare e inquinamento: botta e risposta tra Sinistra italiana e il Comune

Il partito ha denunciato alla procura il pessimo stato del mare in città e del depuratore di Pantano D'Arci. A rispondere l'assessore ai lavori pubblici

Stamattina Sinistra Italiana ha denunciato alla Procura il Comune, accusando di scaricare il 75 per cento de liquami della città nelle acque del mare etneo. I rappresentanti del partito hanno poi sottolineato il pessimo funzionamento del depuratore di Pantano D'Arci, che pare funzionare soltanto nel periodo estivo. Immediata è arrivata la risposta dell'amministrazione comunale.

"Stupisce che qualcuno critichi proprio oggi questa amministrazione, dopo che Catania è probabilmente l’unico comune siciliano a non essere stato commissariato poiché ha adempiuto a tutte le procedure dovute entro in termini stabiliti dalle norme in modo pienamente condiviso con tutti gli altri enti in primis con il Ministero dell'Ambiente", ha affermato l'assessore ai lavori pubblici, Luigi Bosco.

"Appena insediata nel 2013, - dice l'assessore -  l'amministrazione Bianco ha deciso di prendere in mano la questione del depuratore che era già era già in infrazione comunitaria e la cui realizzazione stava scivolando verso il commissariamento e quindi verso l'allungamento dei tempi, ristabilendo procedure virtuose, considerando anche tutto il territorio della Città Metropolitana. Il Comune di Catania, nella qualità di soggetto attuatore, ha adempiuto ai propri impegni con puntualità: ha tempestivamente segnalato che le risorse assegnate non erano sufficienti; ha proposto soluzioni in grado di risolvere il problema senza ulteriori perdite di tempo; ha predisposto il progetto ottenendone la cantierabilità con il bando già pronto da pubblicare e già approvato dall’Urega. A quel punto è intervenuta la normativa sugli appalti del 18 aprile del 2016 che, non consentendo più le modalità dell'appalto integrato, ha reso necessario procedere alla realizzazione del progetto esecutivo per la cui realizzazione Comune e Sidra stanno procedendo nei tempi più rapidi consentiti dalle norme e che presto sarà quindi cantierabile. Per quel che rguarda le questioni tecniche, l’impianto di depurazione di Pantano d’Arci funziona regolarmente e continuativamente ed è in grado di assicurare, in normali condizioni di esercizio, il rispetto dei limiti di legge".

"Tale aspetto è emerso anche dalla campagna straordinaria di monitoraggio dell’impianto di depurazione, protrattasi per oltre due mesi,  - continua Bosco - che è stata commissionata nel 2014 al dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona, dal quale è emerso che la grande quantità di fanghi prodotti come risultante del processo depurativo, nonché gli elevati consumi di energia elettrica testimoniano che sia in passato che allo stato attuale, il depuratore ha assicurato e continua ad assicurare un funzionamento costante e efficace. Si tratta, però, di un depuratore realizzato 30 anni fa che non può fare fronte alle future esigenze del territorio a causa della vetustà e dall’incompletezza dell’impianto e della rete di raccolta dei reflui. Troppo spesso si esprimono infondati giudizi sulla funzionalità del depuratore che distolgono l’attenzione da potenziali inquinamenti da fonti ben più pericolose e da un territorio molto vasto. La qualità delle acque depurate provenienti dall’impianto di depurazione e immesse per una portata di circa 500 litri al secondo nel canale Buttaceto, è monitorata in maniera costante dalla Sidra, da laboratorio esterno accreditato e dall’agenzia regionale protezione ambiente. Il Dipartimento regionale acqua e aifiuti ha ultimato l’iter istruttorio della domanda di autorizzazione allo scarico formulata nel 2013 dal comune di Catania e l’autorizzazione allo scarico è stata rilasciata".

"Allo stato attuale il Comune e la Sidra - conclude l'assessore ai lavori pubblici - sono impegnati a controllare la qualità dei reflui che arrivano all’impianto di depurazione, rilevando concentrazioni inquinanti di normale concentrazione sia l’arrivo all’impianto di uno scarico improvviso. Per tale ragione Sidra ha avviato un monitoraggio dei reflui che arrivano al depuratore, che sarà sempre più intenso, al fine di prevenire e combattere, per quanto possibile, comportamenti illegali che potrebbero condizionare anche l’efficacia del depuratore. Certamente nessuna amministrazione è stata più incisiva nell'affrontare i problemi della depurazione, spiace che qualcuno finga di non accorgersene. Proprio nel momento in cui si intravede la luce in un tunnel durato anni, che ha portato una buona parte della Sicilia all'infrazione comunitaria, gridare al disastro non porta a nulla, sarebbe molto più utile lavorare, come stiamo facendo noi, per superare questa emergenza ambientale".

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