Istituto "Lucia Mangano": futuro incerto e lavoratori senza stipendio

"“Lanuova proprietà rompa il muro di silenzio e apra il tavolo di confronto sul piano di gestione” afferma l'Ugl sanità Catania

Foto archivio

C’è grande agitazione tra gli oltre 150 dipendenti dell’Istituto medico psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati. Dopo l’arresto del presidente e di alcuni componenti del consiglio di amministrazione, avvenuto nel luglio scorso, l’arrivo del commissario giudiziale e poco dopo di un nuova cordata di proprietari, non ha ancora contribuito a rasserenare gli animi dei lavoratori che da tre mesi non vedono lo stipendio e temono possibili ripercussioni sui livelli occupazionali della struttura. Istituto che, ancora oggi, sta continuando comunque ad operare a pieno regime, erogando servizi ai numerosi utenti accreditati, ma che a seguito dei fatti giudiziari ha dovuto subire alcuni contraccolpi finanziari non indifferenti, nonché l’attivazione di un concordato in bianco che ha di fatto sbarrato la strada al pagamento del personale e dei fornitori.

Notizie che i sindacati hanno appreso a fine settembre durante un incontro convocato in Prefettura, nel corso del quale è intervenuto il rappresentante della proprietà subentrata che ha annunciato la volontà di dare seguito al deposito di una proposta di concordato in continuità. Intanto il commissario giudiziale ha predisposto un piano di rientro che i creditori dovranno approvare il 14 novembre prossimo.

“I lavoratori sono molto preoccupati a causa del clima di incertezza che si respira ogni giorno che passa all’interno della struttura – evidenza il segretario provinciale della federazione Ugl sanità, Carmelo Urzì – e sono esasperati per la mancanza di certezze sulla corresponsione degli stipendi, anche perché l’Azienda sanitaria provinciale ha già versato la liquidità relativa alla fornitura delle prestazioni in convenzione. Nonostante le rassicurazioni e le lodi al personale da parte del nuovo amministratore, nonché la garanzia circa la continuità dell’erogazione dei servizi essenziali di assistenza all’utenza, da più di un mese oltretutto non abbiamo alcuna notizia dalla proprietà. Abbiamo inviato già da qualche settimana una richiesta di incontro, ma ancora oggi dalla società non ci è stata data alcuna risposta e, per questo, ci siamo rivolti all’Ispettorato territoriale del lavoro per una convocazione delle parti nella speranza di poter avere i chiarimenti auspicati" .

"Chiediamo quindi ai nuovi proprietari – conclude Urzì – di rompere il muro del silenzio ed aprire nell’immediato un confronto in sede sindacale, perché ci sono 150 persone che in primo luogo hanno diritto a ricevere la loro paga e, di conseguenza, avere contezza del presente e dei progetti futuri oltre al piano di gestione che, inevitabilmente, non potrà che essere argomento di discussione sindacale”.

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