Il lavoro dopo il carcere: via ai progetti formativi anche a Catania

Per 146 detenuti sono previsti tirocini retribuiti. Altri 115 sono invece gli inserimenti lavorativi attesi entro il termine delle iniziative, di cui 47 con contratto a tempo indeterminato.

Reinventarsi pasticceri, fornai, operatori ecologici, sarti. Una prospettiva che potra' realizzarsi grazie agli 8 progetti, selezionati con il Bando "E vado a lavorare", per il reinserimento socio-lavorativo dei detenuti. L'iniziativa, alla seconda edizione ed attiva anche a Catania, e' promossa dalla Fondazione Con il Sud nell'ottica di affermare il principio del fine rieducativo della pena e con l'obiettivo di dare una reale "seconda possibilita'" alle persone che si trovano in regime di detenzione ordinario o in regime alternativo alla detenzione.

Gli 8 progetti, selezionati su un totale di 88 proposte presentate da partenariati che comprendono almeno una struttura penitenziaria e due enti del terzo settore, coinvolgeranno 273 detenuti, tra cui minori, Lgbt, pazienti psichiatrici, in 14 diversi istituti penitenziari e 3 carceri minorili del Sud Italia. Interessati anche 5 uffici per l'esecuzione penale esterna e 1 ufficio servizi sociali per minori. Complessivamente, gli interventi saranno sostenuti con 2,34 milioni di euro di risorse private. Sono 3 i progetti in Sicilia nelle province di Siracusa, Palermo, Catania, Messina e Caltanissetta. Si va dall'avvio di nuove cooperative sociali - anche su desiderio degli stessi detenuti - per la produzione e distribuzione di taralli, dolci, biscotti e altri prodotti da forno, al rafforzamento di realta' imprenditoriali esistenti tra cui una lavanderia, un'impresa specializzata in prodotti da forno e catering, una sartoria sociale, all'inserimento lavorativo in un'azienda profit che lavora nel settore della raccolta dei rifiuti. Gli interventi prevedono, inoltre, percorsi formativi finalizzati all'avvio delle attivita' d'impresa, servizi di supporto e accompagnamento psicologico e professionale, laboratori artigianali, consulenze legali, interventi a favore dei familiari dei detenuti e lavori di pubblica utilita'.

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Per 146 detenuti sono previsti tirocini retribuiti.Altri 115 sono invece gli inserimenti lavorativi attesi entro il termine delle iniziative, di cui 47 con contratto a tempo indeterminato. "Sostenendo questi progetti vogliamo ancora una volta sottolineare che la detenzione debba necessariamente avere un fine rieducativo, cosi' come sancito dalla nostra Costituzione - ha dichiarato Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione Con il Sud. Il carcere non puo' e non deve essere solo il luogo in cui scontare una pena, quelle quattro mura dovrebbero rappresentare anche il punto di partenza per una nuova vita. E questo cambiamento puo' realizzarsi concretamente attraverso il lavoro: da' dignita', ma da' anche motivazioni e soddisfazioni per ripartire su nuove basi".

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