Linguaglossa, contro il racket: tre imprenditori in sciopero della fame

L'azienda vinicola di Rosario Puglia ha subito numerosi danneggiamenti. La grande rivendita e deposito di autoricambi Giuffrida è stata incendiata. E ancora, alle fiamme cinque autobus della ditta Ragusa

Lo scorso venerdì, tre imprenditori Rosario Puglia, Letterio Giuffrida e Franco Ragusa - tutti vittime della pressione mafiosa - hanno cominciato lo sciopero della fame contro l'indifferenza delle istituzioni.

Nello specifico l’azienda vinicola di Rosario Puglia ha subito numerosi danneggiamenti, tutti finalizzati attraverso lo strumento dell’usura e dell’estorsione, all’acquisizione della stessa azienda da parte dei gruppi mafiosi. La grande rivendita e deposito di autoricambi Giuffrida è stata incendiata completamente e fatta oggetto più volte di furti ed intimidazioni mafiose. Sono stati, altresì, dati alle fiamme cinque grossi autobus della ditta del signor Franco Ragusa. Tre di questi autobus completamemte distrutti dal fuoco sono ancora in bella mostra nel centro di Linguaglossa a dimostrare come le mafie intendono governare quel territorio.

Il giorno 26 gennaio i tre imprenditori, in sciopero della fame, accompagnati dal presidente dell’associazione I Cittadini contro le mafie e la corruzione Antonio Turri si sono recati ad Alcamo, invitati dal pittore antimafia Gaetano Porcasi all’inaugurazione della mostra delle sue opere. Alla presenza del Sindaco, dei vertici locali
dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, Salvatore Borsellino
ed il giudice Ferdinando Imposimato hanno espresso la solidarietà di tutta quella parte di società
siciliana ed italiana che chiede allo Stato ed ai cittadini di essere vicini alle vittime delle mafie il
giorno prima che questi si strasformino da vittime in eroi.

I rappresentanti delle associazioni hanno auspicato una fattiva vicinanza del nuovo presidente della Regione Sicilia, Crocetta, chiedendo a questi di incontrare al più presto gli imprenditori di Linguaglossa che hanno avuto il coraggio di denunziare e di resistere alla pressione degli usurai.

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