In difesa del Lungomare, appello firmato da 33 Associazioni

Non piace il project financing denominato "Viabilità di scorrimento Europa-Rotolo", progetto che prevede la realizzazione di un centro commerciale lungo 1,2 km a 10 metri sul livello del mare

Il 31 luglio 2009 tredici associazioni catanesi, numerosissimi cittadini, professionisti, tecnici e docenti universitari avevano rivolto un appello agli organi di informazione, alla cittadinanza ed alle istituzioni affinché non venisse realizzato il progetto denominato "Viabilità di scorrimento Europa-Rotolo".

Dopo avere esaminato approfonditamente il progetto, seguì l'8 febbraio 2010 una seconda lettera nella quale altrettante associazioni argomentarono le loro forti perplessità.

Il cambiamento di finalità della strada V.le De Gasperi, che da prevista viabilità di scorrimento, sarebbe diventata copertura di un Centro commerciale, perdendo quindi le sue finalità a servizio della sicurezza in caso di terremoto per diventare una strada di accesso o di avvicinamento al sottostante Centro commerciale ed ai vari parcheggi, alcuni interrati.

L'aumento del traffico veicolare ed incremento della quantità complessiva di cittadini che in caso di pericolo avrebbero abbandonato l’area con conseguente riduzione del livello complessivo di sicurezza. E ancora, l'annullamento dell’unicità del Borgo marinaro di San Giovanni Li Cuti, attualmente separato tramite il lungomare dalla città, con due soli ingressi, mentre col progetto sarebbe stato integrato al Centro commerciale essendovi una fusione completa fra il Centro ed il borgo. La trasformazione del Lungomare in percorso commerciale e in copertura trasparente dei negozi sottostanti con conseguente perdita della sua attuale funzione di percorso ambientale, di jogging, di relax. La polarizzazione delle attività commerciali verso il lungomare e le aree limitrofe a discapito delle attività commerciali poste lungo le strade interne della città come Corso Italia o Via Gabriele D’Annunzio, inaccettabile in un contesto, quale l’Hinterland catanese, caratterizzato da un’ipertrofia di centri commerciali, ed a maggior ragione in un periodo, quale quello attuale, contraddistinto da una grave congiuntura economica. La disgregazione della scogliera lavica e delle relative grotte in corrispondenza di Piazza Tricolore a causa della realizzazione di un altro grande parcheggio interrato la cui costruzione per dimensioni e posizione avrebbe indebolito la coesione fra le varie colate nella fascia rimanente fra il parcheggio ed il mare.

Nei mesi scorsi il commissario ad acta ha chiesto al TAR chiarimenti in "ordine al fatto se i poteri attribuiti al Commissario si potessero estendere, ove necessario, all’assunzione di provvedimenti in sostituzione del Consiglio comunale per l’approvazione di eventuali varianti al PRG".

La risposta del giudice amministrativo è giunta il 20 settembre scorso, con la pubblicazione della relativa ordinanza nella quale è stato affermato il principio secondo cui "l’attività commissariale – disposta, lo si ricorda, per superare l’inerzia in cui l’azione amministrativa dell’ente pubblico si era arenata – deve tendere a rimuovere l’ostacolo ed a consentire che il procedimento amministrativo sia portato a conclusione. In questa ottica, appare agevole sostenere che l’azione del Commissario debba investire tutti i passaggi procedimentali ritardati od omessi dall’ente titolare, e non possa per contro limitarsi a sostituire uno degli organi amministrativi rimasto inerte, restituendo poi gli atti all’amministrazione per lo step successivo. In conclusione, l’effettività della tutela giurisdizionale […] implica che il Commissario ad acta/ausiliario del giudice, nominato in sostituzione dell’amministrazione rimasta inerte, porti a conclusione il procedimento amministrativo sostituendosi in tutte le eventuali varie competenze dell’ente sostituito, al fine di giungere all’adozione del provvedimento amministrativo conclusivo e soddisfare così l’istanza del privato ricorrente".

Cittàinsieme, in una nota, precisa: "Non vogliamo soffermarci sui profili di carattere giuridico che saranno certamente vagliati dal Consiglio di Giustizia Amministrativa al quale il Comune ha presentato ricorso. Chiediamo però che tale progetto così imponente ed invasivo venga sottoposto al controllo democratico esercitato dal consiglio comunale e vogliamo interrogare la cittadinanza, il Sindaco e il commissario Alligo sull’opportunità di realizzare un’opera di siffatta specie nell’ambito di un’area che meriterebbe bensì di essere valorizzata dal punto di vista ambientale, della vivibilità cittadina ed inserita all’interno di una pianificazione complessiva del territorio che soltanto attraverso il piano regolatore è possibile garantire tutelando l’interesse della città ed il bene comune".

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