Maxi-confisca della Dia: ecco il tesoro del brontese Antonio Salvà Gagliolo

L'uomo, pregiudicato per diversi reati, è ritenuto elemento di spicco della criminalità brontese. I beni erano già stati sequestrati e oggi sono posti a decreto di confisca

Nella mattinata odierna personale della Direzione Investigativa Antimafia di Catania, diretta da Renato Panvino, sta eseguendo il decreto di confisca beni emesso dal tribunale di Catania nei confronti di Antonio Salvà Gagliolo, 37 anni, ritenuto elemento di spicco della criminalità brontese. Quest’ultimo vanta svariati pregiudizi penali e di polizia, essendo stato tratto in arresto più volte in flagranza di reato (tra il 1998 e il 2015) per furto aggravato, danneggiamento, ricettazione, riciclaggio di automezzi con numero di telaio alterato, associazione per delinquere, truffa, ecc., tutti reati che hanno avuto per oggetto automezzi pesanti e macchine industriali (escavatori, camion, betoniere, rulli compressori, frantoi, ecc.).

Peraltro, gli accertamenti minuziosi effettuati sul suo conto hanno messo in evidenza come Gagliolo abbia mantenuto nel tempo una costante ed assidua frequentazione con pluripregiudicati di notevole spessore criminale ed anche, in vari casi, con soggetti indiziati di appartenenza ad associazioni di tipo mafioso, come documentato dai numerosi controlli di Polizia ai quali lo stesso è stato sottoposto. Il 18 dicembre del 2015 insieme ad altri soggetti, veniva tratto in arresto dai Carabinieri presso una cava di Priolo nella flagranza del reato di furto di materiale ferroso e in particolare dei frantoi utilizzati per la macina delle rocce, del peso di 50 tonnellate, per il quale veniva sottoposto alla pena detentiva degli arresti domiciliari.

Antonio Salvà Gagliolo, inoltre, è fratello del più noto Daniele, il quale, nell’anno 2001, fu denunciato per concorso nel tentato omicidio del noto boss Francesco Montagno Bozzone, 56 anni, ritenuto a capo dell’omonimo clan mafioso operante nell’area di Bronte e collegato al più noto e pericoloso clan dei “Carcagusi” di Catania. Il Tribunale di Catania - Sezione Misure di Prevenzione, in considerazione dei reati recentemente commessi (in particolare truffa e riciclaggio), “ritenuta l’attuale pericolosità sociale del medesimo, soggetto che senza dubbio vive anche di proventi illeciti”, il 10 maggio 2016, applicava nei confronti di Antonio Salvà Gagliolo la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di polizia con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza per la durata di un anno e sei mesi, e di versare a titolo di cauzione €. 1.000,00.

La ricostruzione del profilo criminale di Antonio Salvà Gagliolo operata dalla Dia.di Catania ha dimostrato la rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati, l’attività svolta e gli arricchimenti patrimoniali dello stesso, è stata positivamente valutata dal tribunale di Catania che ha disposto, con il provvedimento ablativo in corso di esecuzione, la confisca dei beni, complessivamente stimati in 500.000,00 euro, già posti in sequestro nel dicembre 2016 su proposta del direttore della DIA in sinergia con la Procura Distrettuale Antimafia di Catania diretta dal Procuratore Carmelo Zuccaro. Il patrimonio oggetto dell’odierna confisca è composto dal compendio aziendale di una impresa individuale operante nel settore del commercio di autoveicoli, sei beni immobili, sei beni mobili registrati e diversi rapporti finanziari.

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