Maxi inchiesta sul voto di scambio, tra gli indagati l'etneo Attaguile

L'esponente leghista è finito, con altre 95 persone, nelle maglie di una inchiesta della procura di Termini Imerese

Sono ufficialmente terminate le indagini della procura di Termini Imerese che si sono concentrate sull'ultima tornata delle elezioni regionali del 2017. Diversi i reati ipotizzati, per 96 tra esponenti politici e amministratori in carica (tra cui assessori regionali, deputati e sindaci), e ci sarebbe anche il voto di scambio.

Tra i tanti esponenti di rilievo coinvolti anche l'etneo Angelo Attaguile, esponente della prima ora di Noi con Salvini e vero e propio "grimaldello" del leader leghista Salvini per entrare nel sistema politico dell'isola.

Attaguile, ex componente della commissione antimafia nella scorsa legislatura, rientra nell'inchiesta per il ruolo di coordinatore del movimento salviniano giocato durante le elezioni. In particolare il caso che ha mosso l'inchiesta è quello dei fratelli Salvino e Mario Caputo, il primo ex deputato regionale ed ex sindaco di Monreale, che a causa di una condanna non poteva essere candidato.

Fatta la legge trovato l'inganno. Così al posto di Salvino Caputo si è presentato il fratello Mario ma nella comunicazione elettorale sarebbe stato utilizzato un raggiro: il nome di Mario Caputo era accompagnato dalla indicazione "detto Salvino" che avrebbe, secondo la tesi accusatoria della procura, indotto gli elettori a votare un candidato scambiandolo per l'altro.

Così Attaguile risponderebbe, con gli altri coordinatori della Lega, di questo presunto raggiro che avrebbe manipolato la volontà degli elettori. Il politico, originario di Grammichele, ha una lunga carriera politica alle spalle. E' figlio d'arte in quanto il padre è stato senatore della Dc e ha militato per anni all'interno della Balena Bianca, tentando anche la corsa a sindaco di Catania. Poi Angelo Attaguile è passato al movimento fondato dal concittadino Raffaele Lombardo, l'Mpa, ed è stato eletto alla Camera nel 2013.

Nel 2015 il passaggio, non senza polemiche, nel movimento di Salvini e con grande attivismo è stato uno dei primi politici isolani a diffondere il verbo salviniano e a gestire il partito. E' stato candidato anche per il Senato nel corso delle elezioni del 2018 ma non ha centrato l'elezione e per lui si parlava di un posto in lista per le Europee.

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