Sanità marittima: sbarco immediato dalla Diciotti per 16 migranti

L'ufficio di Sanità marittima di Catania ha ordinato lo sbarco immediato dalla nave Diciotti di 11 donne e 5 uomini. La nave è ormeggiata da cinque giorni al porto di Catania

L'ufficio di Sanità marittima di Catania ha ordinato lo sbarco immediato dalla nave Diciotti di 11 donne e 5 uomini, che saranno condotti all'ospedale Garibaldi. La nave è ormeggiata da cinque giorni al porto di Catania. Oggi erano saliti a bordo medici e ispettori del ministero della Salute. Due dei migranti si sospetta abbiano la tubercolosi. Ci sarebbe l'ok anche del ministero dell'Interno. Le donne avrebbero subito stupri durante le permanenza nei campi della Libia, con traumi fisici e psicologici evidenti.

Sbarco di 16 migranti | VIDEO

Il gruppo è sbarcato per motivi sanitari e in questi casi non serve il via libera del Viminale. Sulla Diciotti, dove nei giorni scorsi erano stati segnalati anche diversi casi di scabbia, sono rimaste complessivamente 124 persone tra eritrei, migranti delle Isole Comore, bengalesi, siriani, un egiziano ed un somalo. Mercoledì scorso erano già scesi dalla nave 27 minori non accompagnati.

Controllo sanitario su richiesta del ministro della Sanità

"Più che di emergenza sanitaria sarebbe meglio parlare di emergenza psicologica". Lo ha detto Stefano Principato, presidente della sezione provinciale della Croce Rossa. "L'ispezione è stata attivata - ha aggiunto Principato - su richiesta del ministro della Sanità che ha chiesto un controllo sanitario. Ci sono alcuni casi di scabbia e altre patologie diagnosticate, ma sono trattate bene anche perché a bordo della Diciotti c'è del personale qualificato. Come Croce Rossa abbiamo fornito kit igienici, felpe, pantaloni e materassini. La nostra presenza sul Molo è a titolo precauzionale".

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L'inchiesta, audizione di due funzionari del Viminale a Roma

E' durata oltre tre ore l'audizione negli uffici della Procura di Roma, di due funzionari del Viminale nell'ambito dell'inchiesta dei Pm di Agrigento sulla vicenda della nave Diciotti, attraccata da 5 giorni nel porto di Catania con 150 migranti a bordo. L'atto istruttorio è stato svolto dal procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio. Il magistrato ha lasciato piazzale Clodio a bordo dell'auto di servizio senza rilasciare dichiarazioni. I funzionari sono stati ascoltati nella veste di persone informate sui fatti.

Donne in rete contro la violenza

L'associazione nazionale D.i.Re, Donne in rete contro la violenza, che riunisce 80 organizzazioni che gestiscono centri antiviolenza e case rifugio in tutta Italia, aderisce alla manifestazione convocata oggi pomeriggio al porto di Catania, e sarà presente con una propria delegazione per chiedere lo sbarco immediato dei 148 migranti relegati da giorni a bordo della nave Diciotti. ''Le persone salvate nel Mediterraneo hanno diritto di presentare la domanda d'asilo - afferma Lella Palladino, presidente di D.i.Re. - Negare loro questo diritto è una palese e inaccettabile violazione dei diritti umani e dello stato di diritto in questo paese. Un ulteriore segnale della pericolosa deriva fascista e xenofoba assunta dal governo attraverso il suo ministro degli Interni. È tempo di mobilitarsi''.

L'ex generale dei carabinieri denuncia Salvini e sale sulla Diciotti

L'ex generale dei carabinieri Antonio Pappalardo, in qualità di presidente del comitato dei saggi del Movimento Liberazione Italia e come segretario del Movimento Noi Siciliani, è salito sulla nave Diciotti per incontrare il comandante del pattugliatore della Guardia Costiera da cinque giorni ormeggiato a Catania con 150 migranti a bordo. Una volta sceso dall'imbarcazione, parlando coi giornalisti, l'ex ufficiale dell'Arma ha detto di avere "consegnato al comandante una copia di esposto denuncia depositata poco prima alla Procura di Catania contro il ministro dell'Interno Matteo Salvini per il mancato sbarco dei naufraghi".

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