Addio crocieristi, la nave Msc Orchestra non farà più scalo a Catania

Sulla scelta di questo cambio di rotta, nessuna notizia trapela dalla compagnia. E, in città, invece si cercano i motivi di questa "esclusione" che rappresenta un duro colpo per il turismo

L'imponente nave MSC Orchestra ha "preferito" Palermo a Catania. Una variazione per l’estate 2013 nel Mediterraneo - che riguarda l’itinerario di 7 notti della MSC Orchestra - ha "snobbato" il nostro Porto. Dal 29 marzo al 18 ottobre 2013 la MSC Orchestra partirà da Genova ogni Venerdì, con scalo a Civitavecchia, Palermo, Tunisi, Ibiza, Villefranche sur Mer, e rientro a Genova.

Senza entrare troppo nel dettaglio, ad occhio e croce, la città ne risentirà. Addio crocieristi e repentino calo nell'economia turistica. Considerato il fatto che, nei pressi del Porto, sono nate strutture per accogliere al meglio i crocieristi in arrivo a Catania. Un esempio è dato dalla Vecchia Dogana. Senza dimenticare che per "Sant'Agata 2013" era stato pensato un pacchetto vacanza.

Sulla scelta di questo cambio di rotta, nessuna notizia trapela dalla compagnia. E, a Catania, invece si cercano i motivi di questa "esclusione". Secondo il deputato catanese del Pd, Giuseppe Berretta: “Come temevamo e come era facile prevedere le grandi compagnie crocieristiche stanno abbandonando il Porto di Catania a causa della super tassa sui rifiuti loro imposta dall’Autorità portuale”. “A novembre avevamo lanciato l’allarme denunciando il salasso a cui l’Autorità portuale stava sottoponendo le grandi compagnie di navi da crociera che avevano scelto il Porto etneo come scalo per le loro imbarcazioni – prosegue Berretta – Il nostro invito ai vertici del Porto a riconsiderare una politica così controproducente per il turismo nella nostra città aveva avuto come effetto un ripensamento da parte dell’Autorità portuale, che a dicembre aveva approvato una ordinanza con cui si prevedeva l’abbassamento dei costi applicati alle compagnie crocieristiche”.

Secondo, invece, il Comitato Porto del Sole il motivo di questa grave perdita è da attribuire a quanti "hanno permesso di creare il centro commerciale privato ex Dogane all'interno del porto che ancora oggi è l'unico a godere delle sbarre poste alle due sole uscite dal porto verso la città. Sbarre che "inducono" i crocieristi a fermarsi in porto".

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"Spieghiamo a chi addebita alla sola " supertassa rifiuti" - continua il Comitato - il crollo dei profitti, che il danno riguarda in massima parte il concessionario privato dell'edificio pubblico ex Dogane. Spieghiamo che il vero e grave danno collettivo è riparabile solo aprendo realmente e non a parole il porto alla città dopo avere spostato ad Augusta la assurda catasta di containers vuoti, così come perfino Confindustria ha recentemenete auspicato smentendo coloro che ne simulano conveniente il mantenimento".

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