"Non si patteggia la morte", il padre di Mimmo Crisafulli chiede giustizia

La vicenda riguarda la morte di Mimmo Crisafulli, 25 anni, morto in un incidente stradale avvenuto a Catania il 6 marzo 2017. La Cassazione potrà confermare o ribaltare la sentenza del Giudice per l'udienza preliminare di Catania

Prende il via l'iniziativa "Non si patteggia la morte" attorno alla famiglia di Mimmo Crisafulli. In particolare il padre Pietro sarà in viaggio con un camper da Catania diretto a Roma presso la Corte Suprema di Cassazione, dove martedì 11 febbraio ore 10 la quarta sezione penale deciderà sui ricorsi presentati dalla famiglia Crisafulli e dall'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, capeggiata dal Veronese Alberto Pallotti che sarà presente alla manifestazione pacifica, per chiedere giustizia.

La vicenda riguarda la morte di Mimmo Crisafulli, 25 anni, morto in un incidente stradale avvenuto a Catania il 6 marzo 2017. La Cassazione potrà confermare o ribaltare la sentenza del Giudice per l'udienza preliminare di Catania nei confronti di Anastasia Conti, condannata a 5 mesi e 10 giorni di reclusione con la condizionale, per omicidio stradale.

La difesa civile invoca l'annullamento della sentenza chiedendo che la Corte di Cassazione rimetta gli atti alla Corte Costituzionale perchè venga dichiarata l'illegittimità dell'articolo 447 del CPP nella parte in cui non prevede il diritto della persona offesa ad interloquire all'udienza fissata.

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"Dall'archiviazione all'apertura delle indagini, senza un processo fino ad arrivare al patteggiamento è stata una vergogna inaudita - dice Pietro Crisafulli, padre di Mimmo - vogliamo giustizia vera: non si patteggia con la morte. L'11 febbraio comunque manifesteremo a Roma davanti alla sede della Corte di Cassazione, se rigetteranno i ricorsi, ricorreremo alla Corte Europea, facendo condannare l'Italia per l'ingiustizia subita". 

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