Omicidio della 12enne Laura Russo, per i giudici il padre era lucido

L'intenzione di Roberto Russo era quella di "infliggere un castigo alla madre per le sofferenze che aveva dovuto subire, e per avere coinvolto i figli nella loro crisi coniugale”

Sono state rese note dal tribunale di Catania, le motivazioni della condanna all'ergastolo, confermata dalla Corte d'Assise lo scorso 12 novembre, nei confronti del 51enne Roberto Russo, che uccise a San Giovanni La Punta la figlia 12enne Laura Russo, ferendo gravemente la sorella 14enne per punire la moglie che non voleva riallacciare la loro relazione. Era stata interrotta a causa di un suo tradimento, scoperto proprio dalle ragazzine su internet. La violenza e l'aggressività dell'uomo sono state rivolte principalmente contro la minore delle due, Laura, “la figlia che non gliene faceva passare una - scrivono i giudici - che lo contestava e rintuzzava continuamente".

La lettera alla moglie

L' intenzione di Roberto Russo era quella di "infliggere un castigo alla loro madre per le sofferenze che aveva dovuto subire, e per avere coinvolto i figli nella loro crisi coniugale”. L'uomo ha anche scritto una lettera indirizzata alla moglie, Giovanna Zizzo, intervistata tempo fa da CataniaToday. “Cara Gio io ti amavo e non c'era bisogno di farmi passare quello che mi hai fatto passare bastava solo perdonarmi perché io ti amavo e mi hai portato a fare quello che ho fatto e cioè alla follia e come mi dicevi tu la mente è un filo di capello e se tu mi avessi perdonato tutto sarebbe tornato come prima, ti amerò da di là”.

L'atroce delitto

L'aggressione avvenne nella casa dove viveva la sua ex famiglia, a San Giovanni la Punta, il 21 agosto del 2014. L'uomo fu bloccato da due altri suoi figli, all'epoca dei fatti 17 e 22 anni, e poi tentò il suicidio ferendosi con una coltellata all'addome. Il suo legale, l'avvocato Mario Brancato, aveva sollecitato l'infermità mentale di Russo e chiesto una nuova perizia psichiatrica. Nella sentenza i giudici hanno confermato anche la provvisionale di 410mila euro per la moglie e i due figli all'epoca dei fatti minorenni, e di 80mila euro per il quarto figlio maggiorenne, tutti rappresentati dall'avvocato Giuseppe Lo Faro.

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