Omicidio Plaia, giallo risolto: la vittima è la cinquantenne Letizia Consoli

Ad ucciderla è stato un marocchino di 32 anni, Zakaria Ismaini. La donna, vedova, amava passeggiare sul lungomare de La Plaia e lì avrebbe conosciuto il marocchino. L'uomo fermato è anche indagato per un omicidio commesso con modalità simili in Puglia

E' un marocchino di 32 anni, Zakaria Ismaini, l'uomo fermato per aver ucciso a Catania la cinquantenne Letizia Consoli il 7 febbraio scorso sul lungomare de La Plaia di Catania e di avere appiccato il fuoco al bungalow dove è stato commesso il delitto. Di Letizia Consoli avevamo già scritto: era, infatti, scomparsa il 29 novembre scorso, poi ritrovata dopo le ricerche e l'appello lanciato dai familiari, che si erano dichiarati preoccupati per lo stato di salute della donna, da tempo in depressione. LEGGI QUI.

L'uomo è anche indagato per un omicidio commesso con modalità simili in Puglia: carabinieri della Compagnia di Santo Vito dei Normanni in provincia di Brindisi gli hanno notificato infatti un provvedimento di fermo per l'uccisione di Cosimo Mastrogiovanni, il cui cadavere carbonizzato è stato trovato in una villetta a Latiano. GUARDA IL VIDEO

Ha adescato la vittima di Brindisi attraverso un sito di incontri e si è fatto acquistare dal malcapitato il biglietto per un pullman di linea che collega Catania, dove risiede il presunto omicida, a Latiano. Una volta giunto all’appuntamento, il marocchino avrebbe scatenato la sua furia omicida contro Cosimo Mastrogiovanni, 63 anni, residente in una villetta di contrada Fieu, nelle campagne latianesi.  Il pensionato, una persona che conduceva una vita solitaria, è stato bruciato vivo, dopo essere stato aggredito brutalmente. L’efferato omicidio si è consumato la notte fra il 10 e l’11 novembre del 2014.

Per quanto riguarda l'omicidio di Catania, la squadra mobile era intervenuta, su segnalazione dei vigili del fuoco, alle 9 circa del 7 febbraio presso il Villaggio Turistico Europeo, sito sul lungomare Kennedy, dove era stato segnalato l'incendio di un bungalow in muratura posizionato lungo la battigia, al cui interno erano state rinvenute copiose tracce di sostanza ematica. Alle 9.40 circa, su segnalazione di alcuni pescatori, una motovedetta della capitaneria di porto, nel tratto di mare antistante il villaggio turistico, ad una distanza di 150 metri circa dalla riva, ha rinvenuto il cadavere di una donna, subito trasferito presso il Porto di Catania.

Sulla vittima vi erano profonde ferite da taglio in varie parti del corpo, nonché altre ferite da taglio superficiali e vaste ecchimosi al viso e sul corpo. Il sopralluogo eseguito da personale del locale Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica nel bungalow portava al sequestro, tra altri reperti, di un pezzo di trave in legno con l'estremità acuminata, con tracce di sostanza ematica - poi risultata l'arma letale - ed un accendino di colore giallo; inoltre, si rilevavano chiare tracce di trascinamento sull'arenile dal bungalow in direzione della battigia.

LA RICOSTRUZIONE DEL DELITTO

A seguito delle prime indagini, la stessa sera dell'omicidio, la Procura della Repubblica aveva autorizzato l’intercettazione telefonica dell’indagato, Si era appreso così che l’indagato era sottoposto a intercettazione da parte della Procura di Brindisi per un altro omicidio. Dall’analisi del tabulato di Ismaini sono stati così rilevati i contatti con un’utenza intestata a Consoli Letizia Agata Giulia, donna catanese di 50 anni.

Gli ulteriori accertamenti ed il riconoscimento dei parenti hanno consentito - come spiegato nella nota della Questura- di acquisire la certezza che Consoli fosse la donna assassinata alla Playa. Ulteriori accertamenti tra cui l’esame del registro chiamate sul cellulare di Ismaini e la visione dei filmati degli impianti di video-sorveglianza del vicino villaggio “Le Capannine”, luogo dove Ismaini aveva spontaneamente dichiarato di dimorare e dove aveva trascorso la notte tra il 6 ed il 7 febbraio, hanno consentito di acquisire più che gravi indizi di colpevolezza a suo carico in ordine al delitto per omicidio

Le conversazioni effettuate da Ismaini con altri interlocutori in lingua araba avevano evidenziato il proposito di lasciare l’Italia. Nel pomeriggio del 14 febbraio scorso, l'assassino è stato così rintracciato all’interno di un peschereccio ormeggiato presso il Porto di Catania e condotto presso gli Uffici della Squadra Mobile. Qui, in tarda serata, ha reso dichiarazioni confessorie nel corso di interrogatorio reso al P.M. della Procura Distrettuale della Repubblica titolare delle indagini.

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Commenti (6)

  • Avatar anonimo di angy
    angy

    Siamo solo all'inizio, avremo anche qui teste mozzate e noi a marciare per la pace. Il male sta prendendo ciò che il bene non ottiene. Reagire subito estirpandolo li dove si trova.

  • Avatar anonimo di giulio
    giulio

    Purtroppo ormai ripetiamo sempre le stesse cose da qualche anno, ma non fanno niente perche evidentemente a qualcuno conviene cosi per fare soldi. Salvini intascherà sempre piò consenso perche e' l'unico (vero razzista) che li vuole buttare fuori o addirittura neanche far entrare. Una volta c'era la mafia a incutere timore in questi personaggi e a fare rispettare la gente del posto. Ma ormai la mafia usa questi disperati come manovalanza spiccia e non ha interesse a far regnare l'ordine. Quindi queste storie che una volta si sentivano solo al nord sono arrivate anche giù in sicilia. Una volta si diceva: " u niuru prima di fari danno o fare male a chistiani siciliani ci pensa 2 voti, picchi sapi ca su sgarra i parenti o i mafiusi ci a fannu finiri mali". Oggi invece fanno quello che gli pare e neanche la mafia fa pulizia.

    • Avatar anonimo di ROBY
      ROBY

      tu si che hai capito tutto..ed è probabilmente per gente come te che si vota La lega in Sicilia, un applauso alla generazione di Lombardo. Quando cambieremo mentalità sarà sempre troppo tardi. Ps. N'to culu la mafia.

  • Avatar anonimo di Saro
    Saro

    Se questo marocchino, CLANDESTINO e senza fissa dimora, fosse stato espulso immediatamente all'ingresso in territorio Italiano, non avrebbe ucciso nè una prima, nè una seconda volta. E il razzismo non c'entra nulla perchè abbiamo già abbastanza delinquenti nostrani per i quali si deve sicuramente buttare la chiave per reati simili. L'extracomunitario che commette crimini sul suolo Italiano va ESPULSO senza se e senza ma, che sconti la pena al suo paese.

    • Avatar anonimo di filippo
      filippo

      si in tutti i paesi vieni espulso dopo un reato con una pena di 1 anno di galera, ma qui ci stanno tunisini con 12 reati a testa che patteggiano ed escono, uno di questi è il posteggiatore di piazza verga, che nonostante minacce , macchine rigate, risse, insulti, palpeggiamenti a due donne, continua ad esercitare la sua professione davanti al comando dei carabinieri....questa è l'italia e catania è una delle peggio messe

    • Avatar anonimo di gianni
      gianni

      Concordo in pieno

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