Ospedale San Marco, si ripete la promessa: "Apriremo con l'anno nuovo"

Sono almeno due anni che politici, amministratori e dirigenti medici promettono l'apertura dell'ospedale San Marco di Librino. Nel 2016 l'ex Dg Paolo Cantaro parlava di Febbraio 2017, mentre oggi Ruggero Razza parla di Marzo 2019

Cambia quasi tutto nell'organizzazione degli ospedali cittadini di Catania. In questi giorni personale sanitario ed amminstrativo è impegnato nelle attività di trasloco per i cambiamenti previsti già nella rete ospedaliera regionale e dovuti, principalmente, alla costruzione e all'apertura di strutture nuove di zecca. Ad essere interessata, principalmente, è l'azienda ospedaliera Policlinico Vittorio Emanuele che, pian piano, lascerà quasi totalmente i locali del vecchio giardino dei Benedettini di via Plebiscito per stabilirsi in via definitiva tra i nuovi padiglioni di via Santa Sofia e l'ospedale San Marco di Librino. Tutto chiaro, sulla carta, ma alle previsioni non corrisponde la realtà. Se, da un lato, la struttura del Policlinico è pronta e già ospita alcuni reparti storici come la Clinica Chirurgia dell'ex Vittorio, il presidio di Librino è ancora chiuso. E la sua apertura, in realtà, resta ancora una chimera. 

L'apertura misteriosa

Il progetto dell'ospedale affonda le sue radici nella notte dei tempi, e dopo decenni di 'sfortune alterne' l'opera è stata quasi totalmente realizzata ed aspetterebbe soltanto l'arrivo dei medici e l'implementazione della pianta organica. Già nel 2016 l'ex direttore generale dell'azienda, il dottor Paolo Cantaro, dichiarava che il San Marco sarebbe stato operativo "al massimo entro febbraio 2017". Una previsione troppo 'ottimistica', forse, alla quale si è aggiunta negli scorsi giorni quella del nuovo assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza che - dopo due anni di blocco - ha assicurato la consegna dei locali e l'apertura al pubblico entro "marzo 2019". Da due anni, insomma, il nosocomio periferico - studiato per servire l'immensa utenza della provincia e dell'hinterland - attende 'l'anno nuovo'. 

Sulla data di apertura in realtà non c'è concordanza neanche tra la dirigenza. Se è vero che la data di consegna dei lavori, da parte della ditta appaltatrice - la Tecnis - è febbraio 2019, in un'intervista a La Sicilia l'ex dg Cantaro si mostrava insicuro sull'indicazione di marzo 2019. "In realtà non è semplice prevedere che tempi ci vorranno - chiariva il direttore - Dal giorno successivo la consegna avviaremo subito le procedure per il trasferimento, ad organico pieno, in primis di tutto il dipartimento materno infantile dal S. Bambino. Poi sarà la volta del dipartimento di Pronto soccorso, compresa Medicina e Chirurgia oltre alla Rianimazione e ai reparti collegati. Si tratta di strutture consistenti. Solo per il dipartimento del S. Bambino stiamo parlando di due reparti di ginecologia uno di neonatologia e uno di pediatria, le sale operatorie e il pronto soccorso ginecologico e pediatrico. Sarà una operazione molto impegnativa". 

I Pronto Soccorso

San Marco è un nodo strategico soprattutto per la gestione dell'emergenza sanitaria. Con i recenti cambiamenti si è venuta a creare infatti la seguente situazione: una struttura di primo soccorso all'ospedale Cannizzaro, dislocata quindi in direzione Aci Castello, quella del Policlinico - raggiungibile tramite circonvallazione, nella parte nord della città -  e quella storica del vecchio Garibaldi che servirà tutta l'utenza del centro. Una responsabilità che, almeno nei primi mesi, potrebbe portare ad un sovraccarico per l'azienda ospedaliera gestita da Giorgio Santonocito, venuta meno la presenza del "vicino" di via Plebiscito. "Beh certo temo che nei primi mesi assisteremo a qualche criticità - spiegava il dg Santonocito a CataniaToday - ma sono sicuro che pian piano la situazione si stabilizzerà". I locali ed il personale del San Marco sarebbero quindi fondamentale per alleggerire sia i presidi del centro storico che quelli più dislocati. 

Le associazioni e i dubbi 

Il 19 ottobre scorso le associazioni cittadine che fanno parte di Rete Piattaforma Librino e la Rete Sociale di Librino si sono riunite per fare il punto sul San Marco. Un meeting dal quale, come scrivono in una nota, è scaturita "profonda amarezza" per "la constatazione che non sono state, sino ad oggi, mantenute le promesse politiche, più volte reiterate, della contestuale apertura del pronto soccorso del San Marco alla chiusura di quello del Vittorio Emanuele". "Profonda inquietudine - continuano le associazioni - è scaturita dalla scelta delle Istituzioni regionali e locali di privare la fascia abitativa sud di Catania, oltre 100mila cittadini, di un presidio dell’emergenza dedicato, ritenendo che in caso di necessità questa possa indirizzarsi verso il Pronto Soccorso del Garibaldi, già oberato di per se, o verso il nuovo e certamente bellissimo Pronto Soccorso del Policlinico, distante sia in termini di percorso che in tempi di percorribilità". 

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