Il pronto soccorso del Vittorio Emanuele non chiuderà prima dell'apertura del San Marco

A dirlo è stato il sindaco Enzo Bianco nel corso di un tavolo di lavoro con i sindacati, i direttori generali delle strutture ospedaliere e il rettore

Il pronto socccorso dell'ospedale Vittorio Emanuele  non chiuderà. Almeno non prima che la nuova struttura a Librino, il San Marco, non sarà regolarmente aperta e a disposizione degli utenti. A dirlo è stato il sindaco Enzo Bianco ieri, nel corso di un tavolo di lavoro con il rettore dell'università di Catania, il direttore generale del Garibaldi, Giorgio Santonocito, quello del Vittorio Emanuele Paolo Cantaro,gli assessori comunali Rosario D'Agata e Angelo Villari e i direttori generali e segretari di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

"Esprimo vivo apprezzamento - ha detto il sindaco Bianco - per lo spirito positivo all'insegna del quale si è svolto questo incontro, nel quale ho voluto ci fossero tutti i soggetti interessati, che non è conclusivo, da cui è scaturita un'unione di intenti sulla quale ci muoveremo. Alla luce di quanto discusso oggi chiederò un incontro all'assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi, alla quale saranno ugualmente presenti tutti i soggetti coinvolti affinché la Regione assume precisi impegni nell'ottica di una strategia unitaria. I tempi sono importanti, una buona soluzione che tarda non va bene. La chiusura del Vittorio Emanuele deve essere contemporanea all'apertura del San Marco, se avenisse prima sarebbeun grave danno per la città e fonti di gravi disagi per i catanesi".

Un problema che la Cgil catanese ha evidenziato con forza nei giorni scorsi. "Bene ha fatto il sindaco Bianco a convocare questo incontro - ha detto il segretario Giacomo Rota - che rappresenta un metodo ottimo anche per il futuro. Attualmente i pronti soccorsi di Garibaldi e Vittorio Emnauele sono sommersi di gente che spesso è anche costretta a lunghe attese. Non oso pensare cosa accadrebbe se una delle due strutture chiudesse. Il centro storico di Catania non può rimanere con un solo presidio di Pronto Soccorso e dunque non si può chiudere il Vittorio Emanuele pur potenziando il Garibaldi in attesa che sia pronto il San Marco. Per fare chiarezza è necessario un incontro con l'assessore regionale e ribadire che non ci deve essere nessuna spoliazione del Vittorio Emanuele fino all'apertura del San Marco".

L'apertura del nuovo ospedale San Marco è prevista per il prossimo mese di dicembre è già slittata ai primi mesi del 2017 e il pronto soccorso del Vittorio Emanuele è uno dei più utilizzati in città con quasi settecento prestazioni mediche l'anno che rimarrebbero a carico soltanto del Garibaldi.

"Il Pronto Soccorso del Garibaldi - ha precisato il direttore Giorgio Santonocito - non potrebbe reggere l'impatto dell'utenza proveniente dal Vittorio Emanuele. Stiamo provvedendo a effettuare importanti interventi di ristrutturazione ma purtroppo, a causa dei meccanismi delle procedure burocratiche della Regione, i tempi per il loro compimento non saranno inferiori ai due anni. Inoltre stiamo provvedendo alla divisione tra codici bianchi e verdi con gialli e rossi che aiuterà molto l'ottimizzazione dello smistamento delle emergenze. Bisogna inoltre considerare che l'accesso ai Pronto Soccorso è in maggioranza improprio, avviene cioè con mezzi privati oppure per motivazioni diverse dalla vera e propria emergenza, e quindi non c'è sempre la possibilità che, grazie al 118, si possa controllare e fare confluire in maniera razionale nelle varie strutture presenti sul territorio".

Concordi anche gli altri tre segretari di Cisl, Uil e Ugl, Parisi, Rotolo e Musumeci che all'unisono dichiarano: "Un incontro positivo grazie all'iniziativa del sindaco Bianco. Adesso bisogna passare alla'azione. Ci preoccupa l'atteggiamento della Regione e quindi, per avere tutti i chiarimenti e le rassicurazioni del caso, riteniamo sia determinante un incontro con l'assessore Gucciardi".

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