Nella provincia etnea 321 casi positivi (+33), Musumeci: "Ci prepariamo al picco"

A Catania l'incremento è di 33 nuove casi positivi, raggiungendo così quota 321. In totale sono 1.164 i casi positivi dall'inizio. Ne risultano 1.095 perché 36 sono già guariti e 33 deceduti

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 12 di oggi, giovedì 26 marzo, così come segnalati dalla Regione Siciliana all'Unità di crisi nazionale. A Catania l'incremento è di 33 nuove casi positivi, raggiungendo così quota 321. In totale sono 1.164 i casi positivi registrati dall'inizio, ma attualmente ne risultano 1.095 perché 36 sono già guariti e 33 deceduti. Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento 52 casi, Caltanissetta 48,  Catania 321, Enna 126, Messina 212, Palermo 197, Ragusa 27, Siracusa 63, Trapani 49.

Intanto, il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, ha incontrato, in video conferenza a Palazzo Orleans, i capigruppo dell'opposizione all'Assemblea regionale siciliana. Erano presenti gli assessori Gaetano Armao, Ruggero Razza, Antonio Scavone, Roberto Lagalla e Mimmo Turano. Su invito del governatore, i deputati Giorgio Pasqua, Giuseppe Lupo, Antonio D'Agostino e Claudio Fava hanno avanzato alcune proposte sul piano economico e sanitario relative all'emergenza Coronavirus. In particolare, si è concordato sulla necessità di lavorare a "una nuova legge finanziaria legata alle priorità imposte dall'attuale situazione". Nella mattinata di oggi, il presidente Musumeci ha incontrato i capigruppo della coalizione di governo per un confronto sugli stessi temi. Ieri sera il governatore è intervenuto a 'Tg2 Post' sull'emergenza coronavirus e i controlli negli spostamenti verso l'Isola.

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"Facciamo appello ai siciliani - ha detto - soprattutto a chi ancora bussa alle porte che vuole rientrare, a loro dico di rimanere dove sono perché non sanno cosa portano con loro. Oggi la prudenza è la migliore cura senza farci prendere dalla paura. La prudenza è infatti la migliore cura. Andiamo avanti con cautela e sono convinto che anche le regioni del Sud sapranno uscire fuori da questa situazione. Quando tutto questo sarà finito dovremo passare ad affrontare l'emergenza economica". Poi ha aggiunto: "Almeno nelle prime settimane i controlli nei punti di arrivo da parte dell'Usmaf non ci sono stati o sono stati lacunosi. Il problema è stato sottovalutato. Nell'ultima settimana si è consolidata la presenza nei punti di arrivo e ho adottato una ordinanza per dire che non era più possibile accedere in Sicilia", ha aggiunto. Sull'emergenza epidemiologica nell'Isola dovuta al coronavirus Musumeci ha ammesso: "Qui non abbiamo mascherine a sufficienza, aspettiamo i ventilatori e i camici monouso. Forse si è sbagliato qualche passaggio a Roma all'inizio, ma nonostante questo il nostro personale sanitario lavora con grande impegno, abbiamo preparato un piano e ci stiamo preparando al picco che non sappiamo quando arriverà. E' stato sottovalutato il fenomeno, purtroppo sullo Stretto di Messina si è formata una fila lunghissima di automobili che ha messo tutti in allarme e io ho dovuto interpellare il ministro dell'Interno Lamorgese".

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