La polizia postale contro la criminalità online, La Bella: "Prima di ogni 'click' usiamo la testa"

Marcello La Bella, dirigente del compartimento della polizia postale e delle comunicazioni “Sicilia Orientale”, che copre le province di Catania, Messina, Siracusa e Ragusa, ci spiega l'attività della Polposta etnea per contrastare i reati sul web

Il mondo virtuale, come quello reale, è pieno di terroristi, pedofili, bulli, truffatori, razzisti. Una criminalità informatica, ormai conosciuta come "cyber crime", che minaccia la sicurezza di tutti. In questo scenario dove la continua evoluzione tecnologica influenza ogni azione del vivere quotidiano, diventano fondamentali le azioni di prevenzione e contrasto della criminalità informatica. Marcello La Bella, primo dirigente della polizia di Stato, dirigente del compartimento della polizia postale e delle comunicazioni “Sicilia Orientale”, che copre le province di Catania, Messina, Siracusa e Ragusa, ci spiega l'attività della Polposta etnea per contrastare i reati sul web.

Cyberbullismo, le iniziative della polizia postale

“Ho maturato una lunga esperienza nell’ambito della lotta al crimine informatico ed in generale dei delitti compiuti sulla Rete - spiega La Bella - Da circa 18 anni lavoro nella specialità della polizia di Stato conosciuta come polizia postale". 

Truffe informatiche, raggiri, adescamenti pedopornografici, stalking e altri reati di ogni sorta. Ma le vostre unità investigative sono sufficienti?

“Se mi dovesse chiedere: vorrebbe più uomini e risorse? Ovviamente risponderei di sì. Ma occorre, tuttavia, dire che da diversi anni vi è stata e vi è una particolare attenzione dei vertici della Polizia di Stato verso questo settore. Il mio Ufficio dispone di poliziotti particolarmente qualificati e specializzati e non vi è carenza di apparecchiature, considerato che vi sono investimenti dedicati da parte del Dipartimento della Pubblica Sicurezza per l’aggiornamento e l’acquisto di strumenti sofisticati”.

La polizia in prima linea contro i reati informatici che danneggiano le aziende | VIDEO

La “mission” dei suoi reparti è anche quella di mettere in guardia i cittadini minorenni sui rischi della Rete e di sensibilizzare gli alunni della Scuola dell'obbligo su tematiche quali il contrasto al bullismo virtuale, gli adescamenti sui Social, il furto d'identità su Internet, fino alla pedopornografia sempre più invasiva, e sempre più “dietro l'angolo”...

“E' uno dei nostri compiti prioritari quello di sensibilizzare i minori sui rischi on-line. Abbiamo l’assoluta convinzione che il modo migliore per un efficace contrasto dei crimini sia la prevenzione e, certamente, essa deve partire dai più giovani. Per questo siamo quotidianamente impegnati in incontri con studenti, partendo dalla scuola primaria fino alle superiori, ma anche con insegnanti e genitori. Basti pensare che solo a Catania in questo anno scolastico, abbiamo incontrato circa 15.000 ragazzi. Tante anche le nostre iniziative in campo nazionale, basti pensare alla campagna itinerante “Vita da social”, il truck della Polizia di Stato che quest’anno ha fatto tappa a Catania.”

Giornalmente assistiamo ad una “escalation” di nuove tipologie di reati o di potenziali minacce messi a segno nel mondo informatico. Qual è a suo avviso, il confine labile da non oltrepassare, fra rispetto del libero pensiero e del diritto alla privacy individuale?

“Le linee guida da seguire sono certamente quelle tracciate in primo luogo dalla nostra Costituzione e poi dalle leggi penali e civili in materia di manifestazione del pensiero e tutela dei dati personali. Il diritto a manifestare il proprio pensiero non può arrivare a ledere i diritti riconosciuti di altri, così come se qualcuno commette un reato non si può opporre un diritto alla 'privacy'. Quando si commette un reato la Legge prevede diversi strumenti di investigazione, in ogni caso previsti dalla Legge con precise garanzie. Ad esempio, se si deve compiere una intercettazione telematica essa dovrà essere richiesta dal Pubblico ministero al Giudice, che dovrà autorizzarla. O ancora, una attività sottocopertura on-line, è autorizzata dal Pubblico ministero ed ha dei limiti di svolgimento ben precisi. Inoltre, è chiaro che la nostra attività, oltre quella di avviare le indagini a seguito di denunce e segnalazioni, è rappresentata altresì da un continuo monitoraggio di siti e servizi on-line sospetti o che possano avere contenuti illeciti”.

Infine, qualche “consiglio per i naviganti”?

“Il consiglio è quello di essere sempre consapevoli che la Rete non è un mondo virtuale, poiché le nostre azioni on-line hanno conseguenze pienamente reali. Essere sempre attenti e rispettosi delle leggi anche quando si è connessi e… prima di ogni “click” o “touch” usiamo la testa. Ad ogni buon fine, segnalate anche online tramite il nostro commissariato di Ps online, “www.commissariatodips.it”, eventuali illeciti. Per i minori, invece, ricordo l’app “YouPol” con cui anche anonimamente si possono segnalare episodi di bullismo o di droga”.

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